Assunzioni Pnrr: i posti disponibili sono inferiori a quelli banditi dopo la mobilità

Gli esiti della mobilità docenti in vista del prossimo anno scolastico, ha evidenziato come i posti disponibili dopo i movimenti autorizzati ai docenti che ne hanno fatto richiesta sono minori rispetto ai posti banditi per il Pnrr 3. Questo non fa venir meno il diritto al ruolo dei vincitori, il problema è la tempistica. Lo segnala oggi Orizzonte Scuola.

I posti disponibili per settembre

Il Pnrr 3 ha messo a bando più posti rispetto a quelli che sarebbero stati necessari per raggiungere il target accordato con l’Ue in ambito Pnrr, e soprattutto superiore ai posti disponibili per le assunzioni di settembre. Questo renderà inevitabile spalmare le assunzioni del Pnrr sul prossimo triennio.

Alcuni docenti quindi verranno assunti già a settembre, gli altri dovranno aspettare il prossimo biennio. Questo anche se i posti disponibili per regione e classe di concorso sono inferiori rispetto ai posti banditi per il concorso PNRR. L’immissione in ruolo è garantita, come detto il problema è la tempistica. Il fatto che ci sia differenza tra posti liberi e posti messi a bando è da mettere in conto nelle dinamiche assunzionali della scuola.

Diritto inalterato

In questo senso, il fatto che già in sede di pubblicazione del bando per il Pnrr 3 il ministero avesse messo in preventivo di dover spalmare le assunzioni su un triennio, trova conferma in quanto sta accadendo in questi giorni anche alla luce degli esiti della mobilità docenti. L’unica certezza è che chi non verrà assunto a settembre 2026, otterrà una cattedra a settembre 2027 o al massimo nel 2028, a prescindere da mobilità o altri movimenti. Anche la previsione triennale non rappresenta un limite massimo. Chi non rientra in questa tempistica, mantiene il diritto all’assunzione anche in futuro.