Prosegue per le GPS 2026 la fase delle verifiche. L’anticipo con cui il ministero ha sancito la finestra temporale per la presentazione delle domande utili all’aggiornamento delle Gps per il prossimo biennio dev’essere capitalizzato da Uffici scolastici e scuole polo che avendo più tempo dovranno mettere a disposizione del ministero stesso e dei partecipanti graduatorie il più possibile precise. In quest’ottica, in questi giorni si stanno controllando i CFU richiesti per l’accesso alla seconda fascia.
I cfu richiesti
La verifica delle nuove Graduatorie Provinciali per le Supplenze del biennio 2026/28 è entrata nella fase del controllo sui titoli di accesso. Dopo la chiusura delle domande di aggiornamento, gli Uffici Scolastici Provinciali e le scuole polo stanno lavorando alle verifiche documentali con l’obiettivo di pubblicare elenchi più corretti e meno esposti a errori rispetto al passato.
Tra gli aspetti che saranno controllati con maggiore attenzione ci sono i CFU richiesti per accedere alle classi di concorso della seconda fascia GPS. Molti aspiranti docenti hanno presentato domanda pur non possedendo integralmente i crediti universitari previsti dal DPR 19/2016 e successive modifiche. Proprio per questo motivo, nei prossimi giorni c’è da aspettarsi l’esclusione di chi non risulta in possesso dei requisiti completi.
Verifiche sui CFU: attenzione agli esami inseriti nei master
Uno degli inghippi che potrebbe costare l’esclusione ad alcuni candidati, è rappresentato dalla validità dei CFU conseguiti durante master universitari non ancora conclusi. La normativa e gli orientamenti amministrativi degli ultimi anni hanno chiarito un aspetto importante, ma che può generare confusione: ai fini dell’accesso alla classe di concorso possono essere considerati validi anche gli esami sostenuti all’interno di un master ancora in corso, purché i crediti risultino regolarmente acquisiti e certificabili dall’università.
Non conta quindi la conclusione del master in sé, ma il possesso effettivo dei CFU richiesti entro la data prevista dal bando. Saranno gli atenei, attraverso certificazioni ufficiali, a dover attestare l’acquisizione dei singoli crediti universitari utilizzabili per completare il piano richiesto per la specifica classe di concorso. L’equivoco può nascere proprio dal fatto che alcuni candidati possono aver dichiarato cfu in programma nel master ma non ancora acquisiti, confondendo la necessità degli stessi con la conclusione del master stesso.