Assunzioni su posti residui 2026: rapporto tra aspiranti e posti effettivamente disponibili decisivo per fare la scelta giusta

In vista delle assunzioni dalle graduatorie regionali docenti sui posti residui dopo le immissioni in ruolo, la scelta della regione che è possibile effettuare fino al 25 maggio non si deve fare sul numero degli aspiranti, ma prendendo in considerazione anche altri fattori.

Gli elenchi regionali vanno letti insieme a contingente MEF, mobilità, posti residui e reale disponibilità dopo gli accantonamenti. Senza questi elementi, ogni previsione è incompleta.

Il dato sugli aspiranti è solo una parte del quadro

Nella scelta della regione per gli elenchi regionali docenti, il numero degli aspiranti già presenti in graduatoria non può essere considerato il dato decisivo. È un indicatore utile, ma non basta per stimare le reali possibilità di assunzione.

Il motivo è che una graduatoria poco affollata può comunque non produrre nomine se i posti autorizzati sono pochi o se dopo la mobilità non restano disponibilità. Al contrario, una regione con più candidati può offrire margini maggiori se il contingente risulta più ampio e se i posti residui sono consistenti.

La valutazione, quindi, deve partire dal rapporto tra aspiranti e posti effettivamente disponibili, non dal solo numero dei candidati.

Contingente MEF e mobilità

Il primo elemento determinante è il contingente autorizzato dal MEF. È questo dato a stabilire quante immissioni in ruolo potranno essere effettuate. Prima della sua definizione, qualsiasi previsione resta limitata.

Subito dopo va considerata la mobilità territoriale. I trasferimenti del personale già di ruolo incidono direttamente sulle disponibilità per le nuove assunzioni. Una regione che appare favorevole prima della mobilità può diventarlo molto meno dopo i movimenti.

Vanno inoltre considerati passaggi di ruolo, passaggi di cattedra, accantonamenti e disponibilità effettive dopo tutte le operazioni preliminari. Il posto teorico non basta: conta solo quello che arriva realmente alla fase delle nomine.

Il peso dei trasferimenti verso il Sud

Utile poi valutare la direzione prevalente dei movimenti. Molti docenti titolari nelle regioni del Nord chiedono trasferimento verso il Sud. Questo può ridurre le disponibilità nelle regioni meridionali dopo la mobilità.

Il fenomeno opposto è meno frequente. Per questo alcune regioni del Centro-Nord possono conservare maggiori disponibilità residue, soprattutto in determinate classi di concorso o tipologie di posto, elemento concreto da inserire nella valutazione.

La scelta della regione andrebbe quindi fatta in base ad aspiranti presenti, contingente autorizzato, effetti della mobilità, posti residui dopo accantonamenti e reale disponibilità alla nomina.