Maggio dovrebbe essere il mese buono per la presentazione delle domande valide per l’accesso agli elenchi regionali, che costituiscono la vera novità in vista delle prossime immissioni in ruolo 2026/27. Usiamo il condizionale per due motivi: le date ufficiali non sono ancora state comunicate dal ministero e la prima ipotesi di collocazione della finestra temporale, indicata per metà aprile, è stata ampiamente disattesa.
L’ordine di convocazione
Dopo le immissioni da graduatorie di merito e GaE, i posti residuati non andranno più direttamente alla GPS prima fascia sostegno, ma agli elenchi regionali.
Nel caso di posti residui dalla fase ordinaria, cioè da GaE e graduatorie di merito, la priorità andrebbe proprio agli elenchi regionali, da cui si attingerebbe prima rispetto alle GPS sostegno prima fascia. Una brutta notizia per i docenti inseriti in GPS prima fascia sostegno, che potevano sperare nei posti residui per entrare in ruolo.
L’introduzione degli elenchi regionali, se rappresenta una buona notizia per idonei e vincitori dei concorsi scuola degli ultimi anni, che avranno un canale in più di accesso, non lo è per l’inevitabile riduzione delle immissioni in ruolo dalle GPS sostegno prima fascia.
La mini call veloce
La partecipazione agli elenchi regionali è riservata a chi ha superato le prove concorsuali ordinarie e lo straordinario 2020. Il concorso PNRR3 si sta concludendo, per cui gli idonei di questa ultima procedura, organizzata nell’ambito degli accordi con l’UE, dovranno aspettare il prossimo anno scolastico per iscriversi negli elenchi e poi attendere una convocazione in quello successivo.
Se per lo scorrimento della prima fascia GPS sostegno, unica forma attuale di doppio canale di reclutamento in attesa dell’estensione al posto comune, si prospettano meno posti rispetto al passato, non sarà diversa la situazione per la mini call veloce, procedura estiva a sua volta subordinata ai posti residui dopo la fase GPS.