Sostegno, in arrivo sentenza del Tar su stesso punteggio da Corsi Indire e Tfa

Il ricorso contro l’equiparazione del punteggio tra TFA sostegno universitario e nuovi percorsi INDIRE resta l’ultima speranza, almeno per il momento, per tutti quei docenti che ritengono ingiusto aver messo sullo stesso piano un titolo ottenuto con percorsi diversi.

La disputa

E’ la disputa nata da quando il ministero ha introdotto i Corsi Indire per la specializzazione abbreviata sul sostegno riservata a triennalisti e specializzati estero. Stesso titolo ottenuto con percorso agevolato per valorizzare l’esperienza accumulata sul campo, in classe, e il percorso già svolto fuori dall’Italia. Il TAR del Lazio, nell’udienza del 6 maggio, ha rinviato la trattazione di merito all’8 luglio 2026, anche perché il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha ancora depositato la relazione tecnica richiesta dai giudici.

Già la possibilità di concedere questo titolo mediante percorso agevolato aveva provocato molte polemiche. Il colpo di grazia è arrivato con l’Ordinanza Ministeriale 27/2026, che nelle GPS attribuisce 12 punti sia alla specializzazione conseguita tramite TFA sia a quella ottenuta attraverso i percorsi INDIRE. Secondo il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, questa scelta non terrebbe conto delle differenze tra i due percorsi, soprattutto per quanto riguarda selezione in ingresso, durata, carico formativo e obbligo di frequenza.

Appuntamento davanti al giudice

A sostegno della propria posizione, i ricorrenti richiamano anche il parere del CSPI, contrario alla mancata distinzione dei punteggi. Il Consiglio aveva infatti evidenziato come i due modelli formativi non possano essere considerati pienamente equivalenti sotto il profilo strutturale.

Nel ricorso viene inoltre sollevato il tema della disponibilità reale dei posti sul sostegno. Il collettivo contesta la narrazione di una carenza generalizzata di docenti specializzati, sostenendo che in numerose province italiane le graduatorie risultino già sature.

La prossima tappa sarà quindi l’8 luglio 2026, quando il TAR dovrebbe esaminare il merito della questione anche alla luce dei chiarimenti tecnici attesi dal Ministero.