Elenchi regionali docenti, impugnata l’esclusione degli idonei dello Straordinario bis

Fino al prossimo 25 maggio sono aperte le domande per gli elenchi regionali, ma resta fuori una categoria di candidati: gli idonei dello Straordinario bis.

Il nodo degli idonei esclusi

Ancora dieci giorni di tempo per presentare domanda di partecipazione alla nuova procedura per gli elenchi regionali docenti, che però è già oggetto di contestazioni per l’esclusione degli idonei del concorso Straordinario bis. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato le funzioni telematiche attraverso la piattaforma ministeriale, per consentire la costituzione degli elenchi destinati alla copertura dei posti residui per le future immissioni in ruolo 2026/27.

Il punto più discusso, però, riguarda proprio la platea degli aspiranti ammessi. Possono presentare domanda i docenti ancora precari che hanno superato tutte le prove dei concorsi banditi dal 2020 in poi. Da questa possibilità restano esclusi soltanto gli idonei del concorso Straordinario bis, bandito con DDG 1081/2022.

Una scelta che ha acceso il confronto sindacale e politico, perché riguarda candidati che hanno comunque partecipato a una procedura pubblica e hanno superato le prove previste. Il risultato secondo i sindacati è una disparità evidente: alcuni idonei concorsuali possono accedere agli elenchi regionali, altri no, pur trovandosi in una condizione professionale molto simile.

Una distinzione che apre il fronte dei ricorsi

L’esclusione degli idonei dello Straordinario bis promette quindi di diventare uno dei punti più delicati della procedura. Il tema non riguarda soltanto l’accesso formale agli elenchi, ma anche la possibilità concreta di concorrere ai posti residui per il ruolo. Ricordiamo che gli elenchi regionali opereranno sui posti residui dopo le immissioni in ruolo ma con priorità rispetto allo scorrimento prima fascia sostegno gps e mini call veloce, rispettivamente fase provinciale e interprovinciale.

Secondo i sindacati, la norma finisce per penalizzare una specifica categoria di docenti precari, impedendo loro di rientrare in un canale straordinario pensato proprio per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Da qui la decisione di avviare iniziative legali davanti al Tar del Lazio, con l’obiettivo di chiedere l’inserimento degli idonei esclusi.

L’azione punta a contestare la legittimità della limitazione prevista dalla normativa attuale. Ai docenti interessati viene indicata la necessità di muoversi entro la scadenza del 25 maggio, anche attraverso l’invio di una diffida e la presentazione di una domanda cartacea di inserimento, così da formalizzare la richiesta e non restare fuori dalla procedura senza aver tutelato la propria posizione.

La questione arriva sul piano della legittimità

La vicenda potrebbe ora spostarsi dal terreno amministrativo a quello costituzionale. Il punto da chiarire è se sia ragionevole consentire l’accesso agli elenchi regionali ad alcuni idonei concorsuali ed escludere, invece, solo quelli dello Straordinario bis.

Sul tema è intervenuto anche Marcello Pacifico, presidente Anief, che ha definito incomprensibile la ratio di una previsione normativa che introduce procedure straordinarie per le immissioni in ruolo ma discrimina una parte degli idonei. Secondo il sindacato, sarà ora il giudice amministrativo a valutare la coerenza dell’impianto normativo e, se necessario, a sollecitare un giudizio della Corte costituzionale.