Bando Tfa sostegno 2026 XI ciclo: atteso per fine maggio, caccia alla specializzazione ma si può essere anche confermati senza

Già questo mese, quindi entro due settimane, potrebbe arrivare il decreto attuativo del Mur che sancisce l’avvio del Tfa 2026, relativo all’XI ciclo. Nel frattempo, conosciamo già la distribuzione dei posti sancita dal ministero, che è contraddistinta dalla decisione forte di non prevedere alcun posto per la secondaria di secondo grado. Per il resto, l’altra evidenza è data dalla forte concentrazione nella scuola primaria con oltre 21mila posti.

Il fabbisogno di specializzati

Molti posti riservati anche a infanzia con 4.809 e secondaria di I grado (4.230).

Al di là della disomogenea distribuzione nazionale degli specializzati, emerge la necessità di personale con titolo se si pensa che fino a quest’anno circa il 40% delle cattedre di sostegno è ancora coperto da personale non specializzato.

Una situazione che il ministero sta combattendo con forza, proseguendo con i Tfa e introducendo i Corsi Indire abbreviati per la specializzazione sul sostegno, che dovrebbero a breve essere ufficializzati per il terzo ciclo. Resta però l’incongruenza di combattere l’assegnazione delle cattedre ai docenti non specializzati, consentendo però che la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie possa andare a beneficio anche di chi il titolo non ce l’ha.

La distribuzione dei posti

La regione con il maggior numero di posti è la Lombardia, che supera quota 6.900 disponibilità complessive. Un dato che conferma ancora una volta il forte fabbisogno di docenti specializzati nelle scuole lombarde, soprattutto nella primaria e nella secondaria di primo grado. Anche Piemonte ed Emilia Romagna mostrano numeri molto alti, con oltre 4mila posti nel primo caso e quasi 3.900 nel secondo. Si tratta di regioni che da anni registrano difficoltà nel reperire personale specializzato sul sostegno e che continuano a rappresentare uno dei principali sbocchi occupazionali per gli aspiranti docenti.

Molto rilevante anche il dato del Veneto, che supera i 3.100 posti, mentre la Puglia si conferma la regione del Sud con il numero più elevato di disponibilità, oltre 3mila. Più staccate invece altre regioni meridionali come Calabria, Campania e Sicilia, che presentano numeri inferiori rispetto alle grandi regioni del Nord nonostante l’elevata presenza di aspiranti docenti.

Una delle differenze più evidenti riguarda la distribuzione dei posti nella scuola secondaria di primo grado. In diverse regioni del Centro-Sud i numeri risultano molto bassi o addirittura assenti, mentre Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna concentrano gran parte delle disponibilità.

Colpisce anche il dato del Lazio, che pur superando i 1.200 posti complessivi presenta disponibilità concentrate quasi esclusivamente nella primaria.