I numeri continuano a crescere sul sostegno anno dopo anno e raccontano una trasformazione ormai evidente nella scuola italiana, che spiega anche la crescente attenzione del ministero nei confronti di questo ambito. Attenzione che viene spesso anche criticata e ritenuta eccessiva in proporzione al posto comune. Un classico esempio è il doppio canale di relcutamento attivo solo su prima fascia gps sostegno, mentre il posto comune è ancora fermo ai concorsi.
I numeri
E poi ci sono i provvedimenti più discussi degli ultimi anni, cominciando dai corsi Indire per la specializzazione dei triennalisti e degli specializzati estero e la conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie. Ci sono i dati a confermare queste evidenze: nell’anno scolastico 2023/2024 gli alunni con disabilità hanno raggiunto quasi quota 359mila, pari al 4,5% degli studenti italiani. In appena cinque anni l’aumento è stato del 26%, mentre rispetto all’anno precedente la crescita si è attestata intorno al 6%. Un aumento che sta modificando in profondità il fabbisogno delle scuole e il mercato del lavoro legato all’insegnamento.
Dietro questi dati c’è una verità: la richiesta di docenti di sostegno continua ad aumentare e, in molte province, le graduatorie non bastano più a coprire tutte le cattedre disponibili. È uno scenario che riguarda soprattutto il Nord Italia, dove da tempo gli uffici scolastici faticano a trovare personale specializzato in numero sufficiente.
Per il 2025/2026 i posti in organico di diritto sono saliti oltre quota 128mila, con quasi duemila cattedre aggiuntive rispetto all’anno precedente. Aumento che non sembra sufficiente a colmare il divario tra disponibilità e necessità reali delle scuole. Per questo continueranno a pesare le procedure straordinarie, dalle GPS alla mini call veloce, passando per le supplenze annuali e le conferme dei docenti già in servizio.
La mini call veloce
L’ultima mini call veloce dedicata al sostegno racconta di oltre 7mila posti rimasti disponibili a livello nazionale, concentrati quasi interamente nella scuola primaria. Milano, da sola, superava abbondantemente il migliaio di disponibilità, seguita a distanza da Torino e Bergamo. Anche altre province lombarde comparivano stabilmente tra quelle con il maggior numero di cattedre vacanti.
C’è quindi molto bisogno di insegnanti di sostegno in modo strutturale e non più emergenziale. In molte aree del Paese, soprattutto settentrionali, ottenere un incarico appare oggi molto più probabile rispetto ad altri settori scolastici, proprio perché il numero di posti liberi continua a restare elevato.
