L’anticipo con cui il ministero ha predisposto l’aggiornamento delle GPS 2026 e, più in generale, delle graduatorie valide per il prossimo biennio, non avrà effetti positivi sulla conoscenza delle disponibilità da parte dei docenti che a fine luglio presenteranno la domanda per le max 150 preferenze.
Scelte sempre al buio…
Questo significa che anche quest’anno i docenti precari, ma non solo, perché la domanda per le max 150 preferenze vale anche per il ruolo e per la conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia, dovranno effettuare le proprie scelte sostanzialmente al buio.
Non cambia nulla allora rispetto allo scorso anno e, più in generale, rispetto agli anni passati? Non proprio, perché il nuovo algoritmo con sistema di ripescaggio dovrebbe consentire maggiori possibilità, in maniera trasversale, di ottenere la cattedra desiderata.
Le uniche informazioni su cui i docenti potranno contare prima della presentazione delle domande di fine luglio saranno quelle relative alle cattedre libere in quel momento nell’ambito dell’organico di diritto non ancora coperto da immissioni in ruolo.
Questo anche perché gran parte degli incarichi a tempo determinato al 30 giugno vengono conferiti in seguito a disponibilità che insorgono nel corso dell’anno scolastico per part-time, aspettative annuali e cattedre in deroga sul sostegno.
…ma incarichi più graditi
Ma in che modo il nuovo algoritmo dovrebbe assicurare maggiori possibilità di ottenere la cattedra desiderata rispetto al passato?
Il motivo sta proprio nel nuovo sistema introdotto dall’OM n. 27 del 16 febbraio 2026.
La norma stabilisce infatti che: “L’assegnazione dell’incarico rende le operazioni di conferimento di supplenza non soggette a rifacimento. La rinuncia all’incarico preclude, altresì, il rifacimento delle operazioni anche in altra classe di concorso o tipologia di posto. Le disponibilità successive che si determinano, anche per effetto di rinuncia, sono oggetto di ulteriori fasi di attribuzione di supplenze nei riguardi degli aspiranti docenti utilmente collocati in graduatoria che non siano risultati assegnatari di un incarico sulla base delle preferenze espresse, fatto salvo quanto previsto al successivo comma 12”.
Tradotto in termini pratici, il sistema dovrebbe permettere all’algoritmo di “tornare” sui candidati rimasti senza incarico nei turni precedenti, evitando così il meccanismo che negli anni passati trasformava molte mancate assegnazioni in rinunce involontarie definitive.
