Modifica classe di concorso su annualità di servizio: le possibilità con la domanda per le max 150 preferenze

Le prossime procedure che interesseranno da vicino i docenti, dopo l’aggiornamento delle GPS anticipato allo scorso febbraio-marzo e valido per il prossimo biennio, riguardano la presentazione della domanda per le max 150 preferenze e successivamente la fase interprovinciale che fa riferimento alla mini call veloce.

La classe di concorso

La domanda per le max 150 preferenze consentirà di scegliere le sedi in vista dell’assegnazione delle nomine tramite algoritmo di fine agosto, ma anche per la partecipazione allo scorrimento della prima fascia GPS sostegno e alla conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia, che in questo modo potranno confermare la loro disponibilità.

Non si potrà invece modificare la classe di concorso su cui i docenti hanno caricato o fatto valere l’annualità di servizio.

Il motivo è nella natura stessa di questa procedura, nata e pensata per indicare le preferenze per le supplenze senza intervenire in alcun modo sulla precedente domanda GPS, sia che sia stata presentata pochi mesi fa nello stesso anno della domanda, sia che risalga all’anno precedente di aggiornamento delle graduatorie, come avvenuto lo scorso anno e come avverrà anche il prossimo.

La domanda si potrà presentare dal 16 luglio ore 14.00 al 29 luglio ore 14.00.

Il nuovo sistema di ripescaggio

Chi presenterà domanda per le max 150 preferenze per la prima volta probabilmente non si accorgerà della differenza, ma chi invece lo ha già fatto negli anni scorsi dovrà tenere presente la modifica introdotta dall’ordinanza di febbraio che introduce l’algoritmo con sistema di ripescaggio.

Un nuovo sistema che influirà sulle scelte dei docenti, considerato che viene meno, o almeno così dovrebbe essere nelle intenzioni del legislatore, il rischio di risultare rinunciatari involontari per sedi non espresse.

Questo dovrebbe consentire di indicare realmente le destinazioni gradite, senza dover necessariamente allargare il campo per timore di risultare, appunto, rinunciatari ed essere esclusi dai successivi turni di nomina.