Domanda max 150 preferenze, quali province scegliere: dove ci sono più possibilità

La scelta del territorio è decisiva: Nord più favorevole, Sud più saturo. Ma contano anche classe di concorso e tipologia di posto.

Nord più aperto, Sud più competitivo

Dando per scontato che anche quest’anno la compilazione della domanda per le 150 preferenze dovrà essere effettuata al buio da parte dei docenti coinvolti, essendo incompatibile a livello temporale con la pubblicazione delle disponibilità, è evidente come la variabile geografica incida più di ogni altra. Le province del Nord continuano a offrire maggiori possibilità di incarico, soprattutto per via della difficoltà nel coprire tutte le cattedre disponibili.

Non sappiamo ancora quando verrà collocata la finestra temporale per la presentazione delle domande. Solitamente viene scelto il periodo che coincide con fine luglio, ma non è da escludere che quest’anno, visto l’anticipo deciso dal ministero per la presentazione delle domande per l’aggiornamento biennale delle GPS, possa essere anticipata anche la domanda per le max 150 preferenze.

Le province

Quali province scegliere, partendo dal presupposto che devono essere destinazioni compatibili con la propria possibilità di accettare l’incarico ed eventualmente trasferirsi? Aree come Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto registrano ogni anno un numero elevato di posti vacanti, in particolare sul sostegno e nella scuola primaria. In queste realtà, le graduatorie tendono a scorrere più rapidamente, aumentando le probabilità di ottenere una supplenza.

Al contrario, nel Mezzogiorno la situazione è spesso opposta. Province di regioni come Campania, Sicilia e Puglia presentano graduatorie molto affollate, con un numero elevato di aspiranti a fronte di disponibilità più limitate.

Il fattore decisivo: la classe di concorso

Non tutte le opportunità sono uguali. Le possibilità cambiano in base alla classe di concorso. Il sostegno resta il canale con maggiori probabilità, soprattutto nella scuola dell’infanzia e primaria, dove la carenza di docenti specializzati è più marcata. Anche alcune discipline tecnico-scientifiche mantengono margini di inserimento più ampi.

Diverso il discorso per le materie umanistiche nella secondaria, dove la competizione è più alta e le supplenze disponibili sono spesso inferiori rispetto al numero di candidati.

Scelte strategiche e mobilità

La domanda per le 150 preferenze richiede una valutazione attenta. Le province più favorevoli sono quelle in cui, storicamente, restano posti scoperti dopo le nomine principali. Quest’anno bisogna considerare anche il nuovo algoritmo con sistema di ripescaggio, che consentirà di esprimere scelte più precise, venendo meno il timore di risultare rinunciatari involontari per sedi non espresse, con il rischio di essere scavalcati in graduatoria da colleghi con punteggio inferiore.

Scegliere territori con più opportunità implica spesso una maggiore disponibilità alla mobilità, con incarichi lontani dalla propria residenza e talvolta su più scuole.

La scelta finale è sempre un compromesso tra possibilità di lavoro e distanza geografica. Le province del Nord offrono più opportunità concrete, mentre quelle del Sud garantiscono maggiore stabilità territoriale ma minori possibilità di incarico.