Gli arretrati del rinnovo del contratto scuola dovrebbero essere pagati entro l’estate, a patto che siano conclusi tutti i passaggi tecnici previsti, compresi i controlli della Corte dei Conti e le verifiche sulla copertura finanziaria. L’obiettivo è chiudere entro giugno, in modo da consentire il pagamento degli aumenti e permettere anche al personale che andrà in pensione dal 1° settembre di ottenere il ricalcolo dell’assegno già aggiornato con i nuovi stipendi.
La questione pensionistica
C’è poi da valutare la questione pensionistica. Se la firma definitiva dovesse arrivare in ritardo, il primo calcolo della pensione verrebbe effettuato ancora sugli stipendi precedenti, obbligando poi l’INPS a successivi ricalcoli. Il rinnovo contrattuale avrà effetti sia sulla pensione relativa all’intero triennio 2025-2027 sia sulla liquidazione, ma solo sull’anno di uscita dal servizio.
Gli arretrati verranno calcolati considerando gli aumenti mensili previsti dal contratto, la tredicesima e la vacanza contrattuale già erogata, che dovrà essere sottratta dagli importi finali. Per il 2025 saranno conteggiati dodici mesi più la tredicesima, mentre per il 2026 si ipotizzano i primi sei mesi, nell’eventualità che la firma definitiva arrivi entro giugno. Gli importi indicati sono lordi e il netto varierà in base alle trattenute fiscali e previdenziali.
Gli importi previsti
Per i docenti gli arretrati complessivi potrebbero andare da circa 700 euro fino a oltre 1.100 euro lordi, con differenze legate all’anzianità di servizio e al grado scolastico. Le cifre più alte riguardano la scuola secondaria di secondo grado. Dal 2027 sono previsti inoltre aumenti sulla Retribuzione professionale docenti.
Anche il personale ATA riceverà importi differenziati: i collaboratori scolastici potrebbero ottenere tra 540 e 700 euro lordi, mentre assistenti amministrativi, tecnici e DSGA avranno cifre più elevate, che in alcuni casi superano i 1.200 euro.
Tra le novità la valorizzazione del nuovo profilo degli operatori scolastici, con incrementi stipendiali più consistenti dal 2027. La firma definitiva riguarda però soltanto la parte economica del contratto, mentre quella normativa sarà affrontata nei prossimi incontri sindacali. Uno c’è già stato oggi all’Aran, interlocutorio, il prossimo entro fine maggio in cui si dovrannoa ffrontare in maniera più concreta le questioni in sospeso (doppio canale, buoni pasto e non solo).
