Con la fine dell’anno scolastico, la scuola italiana sarà caratterizzata da una procedura ormai consolidata negli anni ma non per questo meno preoccupante: 250mila precari verranno licenziati a giugno per essere poi riassunti a settembre. Questo comporterà incertezza lavorativa, economica e discontinuità didattica le cui spese le faranno, come sempre, gli studenti.
I licenziamenti di giugno
Lo denuncia Giuseppe D’Aprile, nel corso di un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola. Un tema che non rappresenta una novità, ma che paradossalmente, proprio per questo, è ancora più grave e preoccupante.
“250 mila persone, perché di questo si tratta – spiega il rappresentante sindacale – con licenziamento di massa a giugno e riassunzione a settembre”.
A farne le spese i precari stessi e gli studenti, che dovranno affrontare ancora una volta la questione della mancanza di continuità didattica.
Le soluzioni sul tavolo
“Un precariato triplicato negli ultimi dieci anni”, ha aggiunto, “vuole dire che le politiche di reclutamento non sono state efficienti”.
Le soluzioni ci sarebbero, e sono sul tavolo da molti anni, ma non per questo si intravede una soluzione in tempi brevi. Si parla di doppio canale di reclutamento, ma non solo: “Bisogna assumere tutti i precari trasformando in primis l’organico di fatto in organico di diritto. Solo così si assicura stabilità non solo al personale, ma soprattutto agli alunni”.
