Il dopo PNRR 3 è ancora abbastanza incerto, ma ci sono già delle indicazioni di massima che sono state fornite in vista di questa fase di transizione in cui il Ministero deve cambiare modello. Nei prossimi mesi il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha una priorità assoluta: pubblicare tutte le graduatorie entro il 30 giugno 2026, iniziare le immissioni in ruolo da settembre 2026, completare il target PNRR (circa 70.000 assunzioni complessive). Le assunzioni del PNRR 3 non potranno essere tutte perfezionate a settembre, dal momento che sono stati autorizzati molti più posti di quelli utili a raggiungere gli obiettivi concordati con l’UE.
Le prospettive per il 2026
In generale, fino all’estate 2026 non bisogna aspettarsi nuovi bandi. Subito dopo è possibile un nuovo concorso, ma non immediato. Il nuovo concorso post-PNRR è atteso non prima del secondo semestre 2026, ma non c’è ancora un bando ufficiale, nonostante sia già stato programmato a livello normativo.
L’idea di “un concorso all’anno” è vera, ma va contestualizzata. L’obiettivo politico è rendere il sistema più stabile e continuo ed evitare di tornare alla fase pre-PNRR con concorsoni ogni 5–10 anni. Infatti si parla di concorsi periodici (anche annuali) e soprattutto affiancati da un doppio canale (concorsi + graduatorie tipo GPS). Questo significa che “un concorso all’anno” è una direzione, non una certezza già operativa dal 2026.
Che tipo di concorso sarà dopo il PNRR? Molto probabilmente sarà un ordinario semplificato (sulla scia del PNRR), con prova scritta a quiz + orale e accesso legato ai nuovi percorsi abilitanti (30/36/60 CFU). Ma con una differenza importante: il concorso non sarà più l’unico canale, perché, con tempistiche ancora da valutare, entrerà (quasi sicuramente) il famoso doppio canale, cioè concorso più assunzioni da graduatorie (GPS o regionali).
I posti a bando
Quanti posti possiamo aspettarci? Il DPCM autorizza 58.135 posti nel triennio 2025–2028. Questo significa che non ci saranno maxi-concorsi come prima, ma concorsi più piccoli e distribuiti negli anni. Una stima realistica per il 2026 è che probabilmente il concorso sarà su una parte dei posti residui, con un ordine di grandezza di 10.000–20.000 posti (dipende da pensionamenti e scoperture).
La vera questione su cui concentrarsi è che il punto non è “quando esce il concorso”, ma come verranno assunti i docenti dopo il PNRR. Il sistema solo a concorsi ha mostrato limiti, le GPS sono diventate indispensabili e i sindacati (e una parte politica) stanno spingendo forte sul doppio canale. Se passa davvero questa linea, il concorso conterà meno di prima e il servizio (anni lavorati) conterà di più.