Conferma docente di sostegno: cambia l’assegnazione dei posti, si può essere più alto in graduatoria ma non vedere mai quel posto

La nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta delle famiglie può creare effetti sulle graduatorie, ma non nel modo “semplice” che molti temono. E qualche criticità (e potenziale ingiustizia) c’è già stata lo scorso anno, all’esordio della normativa che quest’anno sarà alla sua seconda edizione. La conferma non modifica il punteggio o la posizione in GPS, quello resta intatto. Però cambia l’assegnazione dei posti.

Le criticità

Dove nasce il problema che sta provocando polemiche e ha portato il ricorso al Tar di sindacati come ANIEF che sperano di fermare la norma prima dell’applicazione in vista del nuovo anno scolastico? Il meccanismo rompe una regola storica: prima contava solo la graduatoria, ora conta anche la continuità richiesta dalla famiglia.

Quindi si crea questa situazione: docente A più basso in graduatoria, docente B più alto, se la famiglia chiede A, A resta e B non entra, anche se avrebbe più diritto “classico”.

Ci sono state ingiustizie? Dal punto di vista della graduatoria sì, perché non vince sempre chi ha più punteggio e si introduce una deroga al merito della posizione. Non a caso alcuni sindacati parlano apertamente di violazione del diritto di graduatoria, come UIL Scuola. Dal punto di vista degli alunni no, perché si privilegia la continuità didattica e si evita il cambio docente ogni anno.

I passaggi fondamentali

Cosa è successo lo scorso anno? Circa 58.000 docenti confermati su circa 120.000 posti, quindi quasi 1 posto su 2 tolto alla mobilità da GPS. Questo ha avuto effetti concreti come meno disponibilità nelle nomine, meno scorrimento delle graduatorie, maggiore imprevedibilità

Il vero rischio non è solo “l’ingiustizia”, ma un sistema meno prevedibile. Prima un docente sapeva che con X punti aveva Y possibilità, ora dipende anche da richieste delle famiglie, decisioni dei DS, GLO, ecc.

In ogni caso è bene ricordare che la conferma non è automatica: serve richiesta della famiglia, valutazione del dirigente, disponibilità del posto, il docente deve accettare (e rinuncia ad altre nomine). La conferma da parte del docente viene data con la domanda per le max 150 preferenze.