La beffa dei 24 cfu: non sono più requisito standard per i concorsi, ma restano utili in questi percorsi

Una delle conseguenze della riforma del reclutamento docenti, avviata dal ministro Bianchi nella scorsa legislatura e perfezionata dal ministro Valditara con i nuovi percorsi abilitanti all’insegnamento, indispensabili per accedere alla professione, è stato il progressivo depotenziamento dei 24 CFU. I crediti acquisiti da tantissimi docenti negli anni scorsi, investendo soldi e tempo, non sono più un requisito standard per i concorsi, ma restano utili in alcuni percorsi e situazioni specifiche. Ma sono del tutto inutili?

Non sono più il requisito principale

I 24 CFU, introdotti come requisito di accesso all’insegnamento negli anni passati, non rappresentano più la via ordinaria per partecipare ai concorsi. Con la riforma della formazione iniziale dei docenti, il sistema si è spostato verso percorsi abilitanti strutturati (30, 36 e 60 CFU).

Questo significa che chi ambisce oggi a entrare nel mondo della scuola per fare l’insegnante non può più fare affidamento sui 24 CFU da soli, dal momento che questi crediti non sono più sufficienti per accedere alle nuove procedure concorsuali.

Quando possono ancora essere utilizzati

Nonostante il cambio di sistema, i 24 CFU non sono del tutto inutili. Possono ancora avere valore in alcune situazioni. Sono utili, ad esempio, per chi ha partecipato o partecipa a procedure transitorie. Valgono anche come titolo culturale nelle graduatorie, ma solo in alcuni casi. Il loro valore è anche riconosciuto come base formativa nei nuovi percorsi abilitanti.

Si può dire quindi che rappresentano un percorso già svolto che può essere in parte valorizzato, anche se non costituisce più un requisito autonomo.

Dove non valgono più

Quel che è certo è che i 24 CFU non consentono più l’accesso diretto ai nuovi concorsi ordinari, né il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, né di beneficiare dell’ingresso automatico nelle procedure di ruolo.

Il nuovo sistema richiede infatti percorsi più completi e strutturati, con un numero maggiore di crediti e una formazione più articolata.

Questo significa, in definitiva, che chi ha acquisito i 24 CFU, anche se non ha perso tempo, deve comunque aggiornarsi se vuole entrare nel mondo della scuola, considerato che il sistema è cambiato e oggi conta completare il percorso con i nuovi CFU richiesti. La differenza è tutta qui: prima erano la porta d’ingresso, oggi sono solo un pezzo del percorso.