Ancora pochi giorni per scegliere la provincia in cui inserirsi per il prossimo biennio nelle GPS, in virtù dell’aggiornamento valido fino al 2028, regolamentato dall’ordinanza, strumento prorogato per un altro biennio e che prende il posto del regolamento. Per scegliere la provincia migliore, oltre alla valutazione delle esigenze personali e lavorative, legate alla distanza dell’eventuale sede di assegnazione, bisogna considerare anche il proprio punteggio, la classe di concorso o tipologia di posto e l’andamento delle supplenze nella provincia di interesse.
Le max 150 preferenze
Il ministero ha più volte ribadito che le disponibilità non vengono rese note preventivamente, oltre che per questioni organizzative, anche perché la scelta delle destinazioni, come in occasione delle max 150 preferenze, deve essere fatta in base alle proprie aspirazioni e non in base alle sedi che offrono maggiori probabilità di incarico.
In questo senso diventa decisivo il proprio punteggio, quello con cui si entra in graduatoria, perché consente di nutrire maggiori ambizioni anche in province con maggiore concorrenza. Sono spesso le province che offrono anche più posti disponibili ma che, proprio perché più ambite, costringono a confrontarsi con più colleghi per l’assegnazione di un incarico.
Un elemento importante può essere rappresentato dall’analisi dei dati pubblicati dagli Uffici scolastici provinciali negli ultimi anni. Il punto di riferimento più utile sono i documenti relativi ai bollettini delle nomine, gli avvisi sulle disponibilità, gli scorrimenti delle graduatorie e gli eventuali interpelli.
Le classi di concorso specifiche
Analizzando questi dati è possibile prevedere se una graduatoria si esaurisce rapidamente. Questo porta a capire se ci sono maggiori possibilità di residuo di posti vacanti e quindi se possono essere convocati anche candidati con punteggi più bassi. Meglio invece evitare le province in cui si intravede la possibilità che la competizione resti molto alta fino alla fine.
Conviene poi analizzare la specifica classe di concorso. Non è detto che ciò che vale per infanzia o primaria possa funzionare anche per una classe della scuola secondaria. Discorso la cui validità rimane anche nella differenza tra posto comune e sostegno. Ecco perché la scelta della provincia va valutata in base al proprio profilo professionale.
