Recupero anno 2013 scuola: le sentenze della Cassazione trasferiscono la competenza di quelle risorse alla contrattazione nazionale

Ripresa la trattativa per il rinnovo del contratto scuola relativo al triennio 2025-2027. In primo piano la questione economica, com’è inevitabile, con il nuovo rinnovo che dovrebbe portare altri 140 euro circa lordi nelle tasche degli insegnanti. Ma ci sono anche numerose questioni inerenti la parte normativa, ancora in sospeso e da discutere nuovamente se si vuole arrivare alla firma entro la fine dell’anno, come auspicato da sindacati e ministero.

Il recupero del 2013

Paradossalmente proprio la parte economica rappresenta la strada più in discesa, considerato che il ministero e il Governo hanno già trovato un accordo sull’ammontare delle risorse stanziate.

Sempre sul fronte economico, i sindacati chiedono il recupero dell’anno 2013. Si tratta di un cavallo di battaglia della Uil Scuola Rua, che insiste per il riconoscimento a fini retributivi dell’annualità bloccata dalla normativa emergenziale sul contenimento della spesa pubblica, in particolare dal D.L. 78/2010 e dal d.P.R. 122/2013.

Il punto di partenza della discussione è la sentenza della Corte di Cassazione n. 1726/2025, depositata il 21 maggio 2025, che ha stabilito come il 2013 possa essere riconosciuto solo ai fini giuridici e non economici. Questo significa che l’eventuale recupero economico può essere deciso esclusivamente attraverso la contrattazione collettiva.

Le richieste dei sindacati

Pizzo della Uil Scuola Rua spiega: “Ci siamo soffermati anche su un altro punto che riteniamo oggi fondamentale, ovvero quello del recupero dell’anno 2013, anche alla luce di due sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale del 2015 e del 2025, che trasferiscono chiaramente la competenza di quelle risorse alla contrattazione nazionale.”

Ma quanto costerebbe alle casse dello Stato il recupero economico del 2013? Secondo le stime effettuate, il costo complessivo si aggirerebbe intorno ai 2 miliardi di euro.

È proprio questo il principale motivo per cui la situazione fatica a sbloccarsi, trattandosi di un esborso particolarmente oneroso per le finanze pubbliche.