Dopo le prove scritte del concorso docenti PNRR3 emergono dubbi su alcuni quesiti: refusi, formulazioni ambigue e contestazioni da parte dei candidati.
Le prove scritte del concorso docenti PNRR3
Sono state rese note alcune delle tracce delle prove scritte del concorso docenti PNRR3, bandito con DDG n. 2939/2025 per la scuola secondaria e DDG n. 2938/2025 per infanzia e primaria.
Le prove per infanzia e primaria si sono svolte il 27 novembre, mentre quelle per la scuola secondaria sono state organizzate in diversi turni tra il 1° e il 5 dicembre. Nei test a risposta multipla la soluzione indicata come corretta è sempre la risposta A.
Subito dopo la conclusione delle prove, diversi candidati hanno sollevato dubbi su alcune domande ritenute poco chiare oppure contenenti errori formali. Le contestazioni riguardano in particolare refusi nei testi e possibili ambiguità nelle opzioni di risposta.
I quesiti contestati dai candidati
Uno dei primi quesiti discussi riguarda l’opera “Le nuove tecniche didattiche”, nella quale il pedagogista Bruno Ciari dichiarava di ispirarsi alla pedagogia di Célestin Freinet. Peccato però che nel test il nome del pedagogista francese sia stato riportato in forma femminile, generando perplessità tra i partecipanti.
Un altro caso riguarda il Piano nazionale scuola digitale (PNSD). Nel quesito veniva indicato che lo strumento fosse stato introdotto dalla legge n. 107/2025, mentre la norma di riferimento è in realtà la legge n. 107/2015. Anche questo refuso è stato segnalato da diversi candidati subito dopo la prova.
Dubbi anche su una domanda relativa al Digital Storytelling, nella quale tra le possibili applicazioni veniva indicata Canva come risposta corretta. Secondo alcuni partecipanti anche Kahoot! potrebbe essere utilizzato in attività narrative digitali. In questo caso la domanda potrebbe essere potenzialmente ambigua.
La distribuzione dei quesiti per ambito disciplinare
Nella documentazione di restituzione pubblicata successivamente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha indicato anche la suddivisione delle domande per area disciplinare.
Il test prevedeva infatti 10 quesiti di ambito pedagogico, 15 psicopedagogici e 15 didattico-metodologici, oltre a 5 domande sulle competenze digitali e 5 quesiti di lingua inglese.
Proprio su questa distribuzione alcuni candidati hanno sollevato ulteriori perplessità, sostenendo che alcune domande inserite nell’area delle competenze digitali non sarebbero state pienamente coerenti con l’ambito indicato.
