Carta del docente ufficialmente disponibile dal 9 marzo: importo molto più basso

Finalmente certezze e notizie ufficiali sulla Carta del docente, dopo un’attesa infinita, anche se non sono notizie che scongiureranno critiche e polemiche nei confronti del Governo e del ministero. La Carta del docente 2026 arriva a tre mesi dalla fine dell’anno scolastico (mentre in passato era stata pagata sempre pochi giorni dopo l’avvio dello stesso): l’importo sarà disponibile a partire dal 9 marzo.

Importo inferiore

Confermata anche la cifra anticipata da Frassinetti nelle scorse settimane di quasi 400 euro: l’importo infatti sarà per la precisione di 383 euro. È la conseguenza della decisione del ministero di allargare il beneficio anche ai precari. Una decisione che ha avuto un duplice effetto: abbassare l’importo pro capite, considerato che i fondi disponibili non sono stati aumentati, e causare un ritardo consistente, visto che il monitoraggio degli aventi diritto si è concluso solo a fine gennaio.

Autorizzate, come anticipato, anche le spese per trasporti e strumenti musicali.

L’ufficialità arriva da un comunicato stampa del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM): la platea dei beneficiari quest’anno sarà di un milione di insegnanti.

Personale Ata in attesa

Ottengono il bonus anche il personale educativo e i docenti precari. Il ministro Valditara ha però già anticipato l’intenzione di ampliare nel breve termine il beneficio anche al personale ATA.

Al momento i beneficiari sono i docenti a tempo indeterminato, quelli con supplenza annuale (con scadenza al 31 agosto) e quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Un numero molto elevato di docenti che si è andato ad aggiungere (circa 253.000 insegnanti precari) e che ha contribuito a causare ritardi e ridimensionamento dell’importo.

Ci sono però anche risorse aggiuntive: 281 milioni di euro destinati direttamente alle scuole. Serviranno per l’acquisto di tablet, dispositivi digitali, pc e sussidi didattici da assegnare in comodato d’uso ai docenti, ma anche per finanziare ulteriori attività di aggiornamento professionale.