In attesa del doppio canale di reclutamento, vera e propria soluzione alla supplentite e alla lotta al precariato che premierebbe esperienza e merito, valorizzando quanto fatto sul campo nell’interesse dei docenti e degli studenti, costretti spesso a cambiare insegnante abbandonando la fondamentale idea della continuità didattica, la Corte di Cassazione si è pronunciata in maniera chiara (sentenza n. 30779 del 23 novembre 2025).
La soglia dei tre anni
Il riferimento è alla situazione dei triennalisti, i precari con 36 mesi di servizio che nella maggior parte dei casi occupano posti vacanti e disponibili coperti con contratti a tempo determinato. Per loro, niente di meglio della speranza di ottenere un rinnovo alla fine dell’anno per quello successivo.
La Cassazione, con un recente pronunciamento, ha sancito che proprio i 36 mesi costituiscono un limite da non superare per vedersi riconosciuto il diritto a un risarcimento in caso di reiterazione di contratti a termine.
In generale, quindi, i tre anni di precariato potrebbero diventare presto il punto di riferimento per sancire lo stop al precariato scolastico per un docente.
Secondo la Suprema Corte, come sostenuto da tempo anche dai sindacati e dall’Europa, non si può pensare di risolvere il precariato in Italia con concorsi riservati o straordinari.
In attesa del doppio canale di reclutamento docenti
Bisogna intervenire alla base, fermando il ricorso sistematico ai contratti a termine oltre i 36 mesi. Superato questo limite, scatta il diritto al risarcimento per abusiva precarizzazione.
Ancora nessun collegamento diretto quindi con il diritto all’assunzione dopo 36 mesi di servizio, ma se questo limite è stato individuato per riconoscere un diritto al risarcimento, potrebbe rappresentare il punto di partenza per stabilire anche il diritto alla stabilizzazione.
Dopo la fine della fase PNRR, con il terzo concorso previsto dagli accordi europei in via di conclusione, l’Italia potrebbe avere maggior margine di manovra in questo senso, procedendo anche verso la strada del doppio canale di reclutamento.
Mediante un sistema di stabilizzazione tramite scorrimento delle graduatorie e assunzione dei precari con oltre tre anni di servizio, si potrebbe davvero sancire una svolta per la scuola italiana.
