Precari scuola: doppio canale di reclutamento per stabilizzare dopo 36 mesi

Anief rilancia sul reclutamento: dopo 36 mesi di contratti a termine scatta l’obbligo di assunzione. Accanto ai concorsi, stabilizzazione per i supplenti storici.

Nodo precariato e soglia dei 36 mesi

Il tema del precariato nella scuola torna al centro del dibattito sul reclutamento, con una proposta che punta a trasformare l’esperienza maturata con le supplenze in un criterio di stabilizzazione. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, la criticità principale resta l’elevato numero di contratti a termine ripetuti negli anni e la mancanza di un meccanismo automatico che porti, oltre una certa soglia, alla trasformazione del rapporto di lavoro.

Nell’impostazione indicata dal sindacato, il punto di svolta sarebbe fissato a 36 mesi di servizio con contratti a termine, anche non continuativi, oltre i quali lo Stato dovrebbe procedere con la stabilizzazione.

Il doppio canale proposto da Anief

La soluzione indicata da Pacifico viene sintetizzata nel “doppio canale di reclutamento”, un modello che affianca due percorsi distinti: l’ingresso dei nuovi laureati tramite concorso e la stabilizzazione dei precari con almeno tre anni di servizio.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la soluzione a questo vulnus sul surplus di precari della scuola in Italia esiste e si chiama doppio canale di reclutamento: in pratica, passati 36 mesi di contratti a termine, anche non continuativi, diventa obbligatorio per lo Stato stabilizzare il lavoratore. La risposta al problema è semplice: attraverso il doppio canale di reclutamento, infatti, da una parte si assumono i giovani laureati che vincono il concorso pubblico, dall’altra – conclude Pacifico – si stabilizzano i precari che da almeno tre anni, spesso molti di più, portano avanti la nostra scuola con le loro supplenze”.