GPS 2026: Nord senza maestre e maestri: Sud e Isole con graduatorie strapiene

Quasi 3 milioni di posizioni nelle GPS, ma il dato nasconde uno squilibrio profondo: al Nord mancano docenti di infanzia e primaria, mentre al Sud le liste sono sovraffollate.

Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026 registrano 2.970.656 posizioni complessive. Un numero imponente che, però, non significa abbondanza uniforme di insegnanti. Al contrario, l’analisi territoriale mette in luce una frattura evidente: mentre nel Mezzogiorno le graduatorie sono affollate e altamente competitive, nel Nord, soprattutto per la scuola dell’infanzia e primaria, la carenza di maestre e maestri continua a essere un problema strutturale.

Il dato nazionale, infatti, rappresenta il totale delle posizioni dichiarate e non delle persone fisiche uniche. Questo significa che lo stesso aspirante può comparire più volte in graduatoria. E soprattutto significa che la disponibilità reale di docenti varia in modo marcato da territorio a territorio.

Il Sud concentra le iscrizioni

La Campania guida la classifica con oltre 384 mila posizioni, seguita dal Lazio (circa 369 mila) e dalla Sicilia (oltre 354 mila). Solo queste tre regioni assorbono una quota enorme del totale nazionale. Se si considerano insieme Campania e Sicilia, si supera ampiamente il 25% dell’intera platea.

Nel Mezzogiorno le graduatorie sono lunghe e spesso sature, con una competizione molto alta per ogni incarico. Il divario con le regioni meno popolose è impressionante: tra la prima regione per numero di iscritti e l’ultima si registra uno scarto di oltre 360 mila posizioni.

Nord scoperto nei primi ordini di scuola

La vera criticità emerge osservando la scuola dell’infanzia e la primaria. In questi segmenti la concentrazione di aspiranti è nettamente più alta al Sud. Campania, Sicilia e Puglia risultano stabilmente ai vertici, con grandi province come Napoli e Palermo che raccolgono migliaia di iscrizioni.

Al Nord-Est, invece, il peso delle graduatorie è più contenuto. È proprio qui che si manifesta la carenza di maestre e maestri: le scuole, in molte province settentrionali, faticano a coprire le cattedre, soprattutto nei primi anni di scolarità. Il risultato è un paradosso evidente: graduatorie strapiene in alcune aree del Paese e posti vacanti in altre.

La mobilità territoriale limitata e i costi della vita più elevati nelle regioni settentrionali contribuiscono a rendere meno attrattive alcune province per chi è inserito in graduatoria al Sud.

Secondaria e sostegno: numeri alti, ma meno squilibrio

La scuola secondaria rappresenta la fetta più ampia dell’intero sistema, con oltre 2,2 milioni di posizioni sul posto comune. Anche qui il Sud pesa in modo significativo, ma emergono con forza regioni come Lombardia e Piemonte, soprattutto nella secondaria di II grado.

Sul sostegno si registra una distribuzione più equilibrata rispetto a infanzia e primaria. Lazio, Campania e Sicilia guidano ancora per numero di aspiranti, ma al Nord la presenza è più consistente, specie nelle superiori.

Sistema numericamente ricco, ma disomogeneo

Le GPS 2026 dimostrano che il problema non è la quantità complessiva di aspiranti, bensì la loro distribuzione geografica. Il Nord continua a scontare una carenza di docenti nei primi ordini di scuola, mentre il Sud e le Isole registrano liste lunghe e spesso congestionate.

Un divario che incide sulla continuità didattica, sulla stabilità degli organici e sull’avvio regolare dell’anno scolastico. I numeri sono alti, ma non dove servono di più.