Una tantum docenti febbraio 2026: è inferiore al previsto, ecco perchè

Con il pagamento degli stipendi per il personale scolastico di febbraio, diventa ufficiale quanto già era emerso nei giorni scorsi in merito alle somme dovute da parte del ministero in seguito al rinnovo del contratto scuola di inizio anno. Se gennaio era stato contraddistinto dalle polemiche per cifre inferiori alle aspettative, soprattutto per quel che riguarda gli arretrati inerenti il periodo di vacanza contrattuale, a febbraio le polemiche riguardano la discrepanza tra una tantum attesa e una tantum percepita.

Perchè l’una tantum è inferiore alle aspettative

Ricordiamo che l’una tantum è un bonus riconosciuto nell’ambito del rinnovo di contratto scuola a docenti e personale Ata. Al contrario di quanto accade con aumenti di stipendio e arretrati, diversi a seconda della posizione individuale del dipendente scolastico, l’una tantum è uguale per tutti, a seconda che si appartenga ai docenti o al personale ata.

Già nei giorni scorsi, era emerso come si stesse configurando una riduzione della somma prevista in virtù di trattenute applicate.

Ad esempio, per i docenti l’una tantum di 111,70 euro è stata ridotta a 101,48 euro. Il motivo è da ricercare nella trattenuta previdenziale del 9,15%, che scatta anche per questo bonus con tassazione separata. Bisogna applicare il 9,15% su 111,70 euro, il che porta a una trattenuta di poco superiore a 10 euro. Per questo l’importo finale per i docenti al netto è di 101,48 euro.

Niente trattentua per il Tfr

Sono trattenute legate ai contributi previdenziali destinati alla pensione.

La buona notizia è che su questo importo non scatta la trattenuta del 2,50% per il TFR, non essendo l’una tantum una voce stabile dello stipendio tabellare. Consolazione in part in virtù del fatto che i contributi versati scalati dall’una tantum confluiscono comunque nella posizione previdenziale del lavoratore.