Niente operatori scolastici da settembre 2026: il decreto PNRR rimanda i 42mila posti di un anno

Ancora un rinvio da parte del Governo per quel che riguarda l’avvio della fase caratterizzata dall’introduzione nelle scuole della figura dell’operatore scolastico e del funzionario EQ (elevate qualificazioni) del personale ATA. La decisione è stata presa nell’ambito del decreto-legge PNRR, presentato sotto forma di bozza, e che contiene molte novità per il mondo della scuola, compresa questa decisione di non implementare subito questa nuova figura professionale annunciata da tempo.

Il nuovo rinvio

Lo sancisce l’articolo 18, comma 7, che modifica infatti l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, differendo l’avvio da “a partire dall’anno scolastico 2026/2027” a “a partire dall’anno scolastico 2027/2028”. Sempre nell’ambito dei rinvii, si protrae fino al 2027 la destinazione delle risorse ai nuovi ordinamenti professionali del personale ATA. Contestualmente viene meno la dicitura relativa al triennio 2022-2024.

Era tutto pronto per l’introduzione di nuovi 42 mila operatori scolastici nelle scuole insieme a circa 900 nuovi funzionari. L’appuntamento era per il prossimo anno scolastico, il 2026/27, ma nel testo della bozza del DL PNRR, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è previsto questo rinvio che a questo punto rimanda tutto al 2027/28.

L’attacco dei sindacati

Un fulmine a ciel sereno per i sindacati, con FLC CGIL che parla di “Governo irrispettoso”. Da parte sindacale infatti c’era la convinzione che i nuovi profili ATA sarebbero stati attivati per contratto dal 1° maggio 2024. Si tratta quindi di un ennesimo rinvio che dall’appuntamento iniziale del 2025 rimanda tutto al 2027.

Il sindacato definisce la decisione come quella di “un Governo irrispettoso delle relazioni sindacali”, che non darebbe seguito al contratto, utilizzando in modo improprio i fondi destinati all’operazione e privando il personale di un beneficio atteso da tre anni.