Stop alla selezione dei docenti fine a se stessa, che non consenta di avere sbocchi reali nel mondo della scuola. Lo ribadisce il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della Commissione Cultura al Senato, parlando di elenchi regionali e di assunzioni da GPS, considerate il vero obiettivo per dire addio al precariato storico e alla supplentite.
Il doppio canale di reclutamento
L’obiettivo adesso è ripristinare il doppio canale di reclutamento su posto comune, considerato che una forma di doppio canale esiste già, in maniera però limitata, sul sostegno mediante scorrimento della prima fascia GPS e mini call veloce. Il doppio canale di reclutamento si rivolgerebbe direttamente al “precariato storico“, sfruttando le Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).
Sarebbe un ritorno al passato, provando a sfruttare una soluzione che ha già riscosso ampio consenso, anche se per un periodo limitato. Un meccanismo che ha permesso l’accesso al ruolo ai precari sia sul sostegno sia su posto comune.
Adesso, come detto, si tratta di una possibilità limitata al sostegno. Per Pittoni si tratta in ogni caso di un precedente significativo nello sviluppo del progetto di diversificazione del reclutamento degli insegnanti. Il dialogo con l’Ue è avviato e gli elenchi regionali, già battezzati momentaneo doppio canale di reclutamento, ne sono un esempio.
L’inclusione di tutte le categorie
L’accesso al ruolo da GPS sulla base di quanto sancito dall’articolo 59 della Legge 106 del 23 luglio 2021, conversione del Decreto-Legge 73/2021 Sostegni bis, prorogato da ultimo con Decreto-Legge 19/2024, secondo Pittoni è a tutti gli effetti un tassello già collaudato del meccanismo presente nel suo DDL 1920/2020 sul doppio canale di reclutamento dei docenti, al quale da tempo si guarda in funzione dell’obiettivo di garantire che nessuna categoria resti esclusa dalla possibilità di puntare al ruolo.
Quel che è già sicuro è che, dopo le difficoltà iniziali sull’assegnazione agli idonei PNRR nelle graduatorie ad esaurimento, il problema è stato superato con gli elenchi regionali senza scadenza. Un risultato concreto ma anche simbolico, considerato che secondo Pittoni costituiscono la prima apertura della Commissione europea a forme di reclutamento “strutturali” che non prevedano ulteriori prove selettive.
Addio al selezionificio
L’obiettivo finale è fare in modo che chi vuole intraprendere la carriera del docente non debba avere a che fare con un vero e proprio “selezionificio” fine a se stesso, un percorso che sembra infinito, troppo complicato e costoso, e che spesso non assicura alcun ingresso stabile nel sistema scolastico, ma solo anni di precariato e continui passaggi da una procedura all’altra.
