Febbraio è storicamente un mese molto temuto dai dipendenti pubblici, in questo caso dai dipendenti della scuola, che non possono avere troppe certezze circa l’importo in busta paga e che rischiano di ritrovarsi al cospetto di brutte sorprese, come sta avvenendo in questi giorni in cui è visibile l’importo del prossimo stipendio per docenti e ATA.
Importi più bassi del solito
E dire che a febbraio nello stipendio sarà compreso il bonus una tantum, ultimo elemento da corrispondere nell’ambito del rinnovo del contratto scuola dopo aumenti e arretrati ottenuti a gennaio. Un bonus più alto per il personale ATA, che in qualche modo può compensare uno stipendio che a febbraio può essere più basso del solito.
Da cosa dipende? Dalla presenza a febbraio del conguaglio, che può essere a credito ma che in molti casi è a debito. Come dimenticare lo scorso anno con i casi estremi di docenti che si sono ritrovati con una busta paga di un euro? Non sappiamo se anche quest’anno ci saranno casi così estremi, quel che è certo è che già molti stanno lamentando brutte sorprese.
Ma da cosa dipende questa fluttuazione dello stipendio del mese di febbraio 2026, che andrà in pagamento lunedì 23? Dipende tutto dal conguaglio fiscale riferito all’intero anno solare 2025. Si tratta nello specifico di un ricalcolo delle imposte trattenute dall’1 gennaio al 31 dicembre 2025, sulla base dei redditi percepiti.
Dove consultare le singole voci
Il ricalcolo verifica se sono state trattenute più imposte del dovuto. In questo caso si provvede con un conguaglio a credito. In caso contrario, e purtroppo spesso è lo scenario più frequente, si verifica se sono stati trattenuti meno oneri fiscali del dovuto. In questo secondo caso scatta il conguaglio a debito.
Se così fosse, si dovrebbe provvedere a erogare un importo minore del solito. In attesa del cedolino, mediante il servizio “Consultazione Pagamenti” della piattaforma NoiPA, docenti e personale ATA possono verificare l’importo netto relativo all’ultima rata elaborata in anticipo.
