L’inchiesta di Report mostra come funzionano gli interpelli e racconta la vita dei docenti precari. Il Ministero replica rivendicando numeri e riforme legate al Pnrr.
Entrare in classe anche per un solo giorno
Basta una laurea triennale in filosofia per trovarsi, da un momento all’altro, davanti a una classe. È uno dei passaggi più emblematici dell’inchiesta Dietro la cattedra, trasmessa da Report nella puntata del 25 gennaio 2026, che ha scelto di raccontare dall’interno il meccanismo delle supplenze scolastiche.
A finire sotto accusa, tra le altre cose, il sistema degli interpelli che dallo scorso anno ha preso il posto delle domande di messa a disposizione per le nomine delle supplenze fuori graduatoria. I bandi pubblicati direttamente dagli istituti per coprire cattedre rimaste scoperte, spesso per incarichi di durata brevissima. Una procedura nata per far fronte alle emergenze, ma che secondo la trasmissione rappresenta ormai una prassi diffusa.
I “forzati dell’istruzione” che reggono il sistema
Attraverso testimonianze e simulazioni, Report descrive la condizione dei docenti a tempo determinato, definiti “forzati dell’istruzione”: una platea numerosa che garantisce la continuità didattica senza però godere delle stesse tutele del personale di ruolo.
Il racconto mette in evidenza una precarietà strutturale, fatta di chiamate improvvise, contratti frammentati e continui spostamenti, che contribuisce a tenere in piedi il sistema scolastico ma resta spesso invisibile nel dibattito pubblico.
La risposta del Ministero: riforma vincolata al Pnrr
Alla messa in onda dell’inchiesta è arrivata la replica del Ministero dell’Istruzione, che ha ricondotto l’attuale assetto del reclutamento alla riforma varata dal precedente governo nell’ambito degli impegni assunti con l’Unione europea per il Pnrr.
Secondo il Ministero, il nuovo modello si fonda su percorsi di formazione abilitante e sull’acquisizione di crediti come prerequisito per l’accesso ai concorsi. Le tappe fissate a livello europeo, viene sottolineato, non sarebbero modificabili senza mettere a rischio le risorse del piano.
Assunzioni, sostegno e Carta del docente
Sul fronte dei numeri, il Ministero ha ricordato che negli ultimi tre anni sono state effettuate oltre 156.000 assunzioni, con una copertura del 97,3% dell’organico di diritto sui posti comuni e del 95,2% sul sostegno.
Viene citata anche la possibilità per le famiglie di richiedere la conferma del docente precario di sostegno, misura che ha portato a circa 43.000 conferme, oltre alla specializzazione di 19.000 insegnanti attraverso nuovi percorsi Indire. Tra le novità più recenti figura infine l’estensione della Carta del docente anche ai supplenti e alle spese di trasporto, introdotta con il decreto-legge di settembre 2025.