Concluse le festività natalizie, da un giorno all’altro il ministero pubblicherà l’ordinanza che regolamenterà le supplenze Gps per il prossimo biennio, quello iniziato quest’anno e che terminerà nel 2028, quando finalmente dovrebbe essere varato il nuovo regolamento più volte rimandato.
L’anticipo delle domande a febbraio
Paradossalmente, ogni giorno di ritardo nella pubblicazione dell’ordinanza questa volta viene vista come un segnale positivo da tutti coloro i quali (la maggioranza tra diretti interessati e sindacati) non vedono di buon occhio la decisione del ministero di anticipare la procedura di presentazione di domande per l’aggiornamento delle Gps a febbraio.
Per il momento non sembra che i ministero voglia fare marcia indietro sulla decisione di anticipare all’inverno la consueta sessione primaverile, ma solo l’ordinanza e la comunicazione ufficiale delle date potrà darne conferma. C’è curiosità nel leggere l’ordinanza anche per quel che riguarda le novità che dovrebbe introdurre non solo in fase di aggiornamento ma in generale nella gestione delle Gps.
Le novità all’orizzonte
Oltre alla decisione di anticipare, per dare più tempo alle scuole polo e agli uffici scolastici provinciali di valutare e convalidare titoli e servizi prima delle nomine, ci saranno tre novità sostanziali. La prima è quella che riguarda le modifiche all’algoritmo per le supplenze che opera in estate: verrà introdotto un nuovo sistema di ripescaggio nei turni successivi che consentirà a chi resta senza nomina dopo il primo giro di convocazioni di avere nuove possibilità se si liberano posti coerenti con le preferenze espresse. In altre parole, dal 2026 finalmente l’algoritmo dovrebbe tornare indietro, superando le penalizzazioni nei confronti dei rinunciatari involontari per sedi non espresse.
Altra novità dovrebbe essere quella agli interpelli, con la possibilità di rimuovere restrizioni che hanno limitato la partecipazione di alcuni aspiranti già inseriti in GPS/GAE ma senza incarico. Infine si dovrebbe intervenire su spezzoni e completamento orario, dando la possibilità di aggregare spezzoni (anche fino a 6 ore). Si pensa in generale a maggiore flessibilità nel completamento, con l’obiettivo di ridurre cattedre “monche” e supplenze frammentate.