Supplenze sostegno: abuso strutturale con 100.000 cattedre ogni anno in organico di fatto

Le condizioni lavorative nel mondo della scuola spesso penalizzano docenti e personale Ata, e hanno anche risvolti legali. Quanto spesso viene calpestato il diritto del lavoro nel mondo scolastico? E’ tema d’attualità l’illegittimità del ricorso (e in particolar modo dell’abuso) dei contratti a termine nel sistema dell’istruzione, che alimenta il precariato.

Gli illeciti nella scuola

La corte europea ha sancito più volte che in Italia i rapporti di lavoro a termine costituiscono un qualcosa di illegittimo nella scuola. In particolare si configura un illecito nel momento in cui un lavoro ha carattere continuativo e strutturale ma viene coperto per anni mediante contratti a tempo determinato.

Il problema è rappresentato proprio dall’abitudine dell’amministrazione a fare ricorso sistematicamente a supplenze per soddisfare esigenze permanenti. In questo modo, si configura un’azione illegittima lesiva dei diritti dei lavoratori.

L’abuso nel settore del sostegno

Il problema è proprio l’eccesso di ricorso a questo sistema. In Italia è una prassi consolidata, soprattutto nel settore del sostegno.

Annualmente, nella scuola italiana circa 100.000 cattedre sono private di titolare di ruolo. La soluzione da parte dell’amministrazione è ricorrere a una copertura mediante contratti a termine. Sono collocate in un ‘organico di fatto’ che non consente l’indizione di concorsi. A livello legale, si tratta di una fattispecie che configura un abuso strutturale. L’adozione del doppio canale di reclutamento, in questo senso, potrebbe essere una soluzione.