I tre rinnovi contrattuali (due già firmati, la contrattazione del terzo partirà a breve), porteranno nelle tasche dei docenti italiani e del personale Ata aumenti in media di 416 euro al mese. Il ministro Valditara fa il consuntivo di un anno di impegno del ministero dell’istruzione per la scuola e per i docenti, anche dal punto di vista economico.
L’impegno per il sostegno
Se l’attenzione dell’attuale ministero è stata decisamente rivolta al mondo del sostegno, con una serie di interventi per aumentare il numero di specializzati e scongiurare il rischio di continuare ad assegnare cattedre per gli studenti disabili a insegnanti privi del titolo specifico (Corsi Indire, conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, proroga dello scorrimento Gps prima fascia sostegno e mini call veloce), innegabile anche una brusca accelerata alla fase contrattuale.
L’obiettivo di ministero e Aran era provvedere al rinnovo del contratto scuola in estate in modo da garantire gli aumenti in busta paga entro fine anno, proprio in questo periodo, ma non si è fatto in tempo. In ogni caso, c’è soddisfazione da parte ministeriale per la firma definitiva del contratto del comparto istruzione avvenuta in queste ore, un risultato importante dopo anni di immobilismo sindacale e ministeriale. Un dato su tutti: dal 2009 al 2018 non sono stati rinnovati i contratti, con la sentenza della Consulta del 2015 attuata solo tre anni dopo con aumenti modesti. Poi un nuovo blocco fino al 2022.
L’obiettivo economico finale
L’obiettivo del ministero è proseguire sulla strada intrapresa in questi anni, che ha consentito di firmare in una legislatura già due rinnovi contrattuali. Ma ci sono già obiettivi a breve termine, ovvero riuscire nel 2026 a firmarne un terzo. La conferma, da parte del ministro Valditara, di aver intrapreso la strada per inviare l’atto di indirizzo alla Funzione Pubblica per il biennio 2025/2027.
L’obiettivo e la previsione del Ministero e riuscire con la somma dei tre contratti ad arrivare a un aumento medio dei docenti pari a “416 euro al mese“.
