Con la fine degli impegni Pnrr da parte del Governo in ambito europeo, si potrebbe aprir una nuova stagione per il reclutamento dei docenti in Italia, grazie alla fine di una serie di vincoli che al momento stanno rallentando, a esempio, l’adozione di ulteriori canali di assunzione da affiancare ai concorsi scuola.
Il ruolo dell’abilitazione
E’ da poco iniziato il Pnrr 3, con le prove scritte già contraddistinte da segnalazioni riguardanti quesiti sbagliati. E’ l’ultimo concorso in ambito Pnrr, il primo extra fase transitoria che lascia fuori alcuni requisiti (come il possesso di laurea + 24 cfu). Dal prossimo anno, in base alle intenzioni del ministero, dovrebbe essere organizzato un solo concorso scuola l’anno, con l’abilitazione a farla da padrona per quel che riguarda i requisiti richiesti.
Abilitazione che sarà sempre più centrale nel mondo della scuola al punto che si prevede che nei prossimi anni senza abilitazione sarà difficile anche solo ottenere un incarico di supplenza. Ma quali sono le prospettive per la risoluzione del precariato nel prossimo futuro nelle intenzioni del ministero?
La lotta al precariato
Lo spiega il Ministero Valditara a Orizzonte Scuola in un’intervista in cui fa un bilancio del lavoro svolto finora e anticipa cosa potrà accadere nei prossimi anni dopo la stagione dei concorsi PNRR:
“Dobbiamo continuare ogni anno ad assumere docenti. Voglio ricordare che tra docenti, dirigenti e personale Ata in tre anni abbiamo assunto qualcosa come 156 mila dipendenti. Un risultato ragguardevole ben più elevato di quanto fatto dai precedenti governi. Il tema del precariato è un tema reale, per questo dobbiamo proseguire con procedure di reclutamento costanti e coerenti con il dettato costituzionale”. Entro fine anno intanto dovrebbe essere pubblicato il decreto che disciplinerà gli elenchi regionali per il ruolo.