Reclutamento docenti, ritorno al doppio canale se passa la proposta di legge che rilancia assunzioni anche da GPS

Il disegno di legge Disegno di Legge Bucalo, Atto Senato n. 545, presentato dalla senatrice Carmela Bucalo (FdI), consentirebbe il ripristino del doppio canale di reclutamento docenti. Tutto dipenderà dal parere che esprimerà la commissione di competenza di Palazzo Madama nei prossimi mesi. Se la proposta dovesse passare, si attuerebbe un sistema di assunzione per i docenti composto da immissioni in ruolo da concorso e da graduatorie come le GPS.

Graduatorie ordinate per titoli

Sarebbe un ritorno al passato mediante un nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti, peraltro già attuato per il sostegno. Il testo del disegno di Legge prevede l’introduzione del doppio canale, un modello che affiancherebbe al concorso pubblico una seconda via di accesso al ruolo tramite graduatorie ordinate per titoli, come le attuali GPS.

Non sarebbe una novità assoluta ma un meccanismo già utilizzato nel passato durante alcune tornate straordinarie di assunzione e si inserisce in una riflessione più ampia sulla gestione del precariato scolastico, tornato al centro del dibattito con l’esaurirsi del piano di stabilizzazioni legato al PNRR. Secondo la proposta, convivrebbero due percorsi distinti: uno basato su concorso per esami e titoli, l’altro basato esclusivamente su titoli e punteggio acquisiti in graduatoria.

Come le storiche GaE

Le organizzazioni sindacali come Anief, che sostengono il progetto, evidenziano come le GPS rappresentino già oggi uno strumento di reclutamento rilevante, soprattutto sul sostegno. Nei territori, infatti, vengono spesso immessi in ruolo docenti con diverso grado di esperienza, a seconda della disponibilità di candidati in graduatoria. Il modello proposto ricalcherebbe il funzionamento delle storiche GAE, consentendo l’accesso al ruolo a chi possiede un titolo abilitante, anche in assenza di lunghi servizi pregressi.

Il vantaggio di questo sistema è che l’ordine di assunzione continuerebbe comunque a dipendere dal punteggio: anzianità, titoli e servizi resterebbero elementi centrali per la posizione in graduatoria. Il principio alla base della proposta è che chi ha un’abilitazione riconosciuta non debba necessariamente sostenere ripetuti concorsi per ottenere la stabilizzazione, lasciando spazio anche ai neoabilitati che entrano per la prima volta nel sistema.

Modello già ritenuto legittimo dalla giurisprudenza

Il ritorno al doppio canale consentirebbe di ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato e migliorare la continuità didattica nelle scuole. Il modello, già ritenuto legittimo in passato dalla giurisprudenza, si fonda sull’equilibrio tra merito, abilitazione e stabilità del personale.

Rendere strutturale l’immissione in ruolo da GPS permetterebbe di affrontare in modo più efficace la carenza cronica di docenti abilitati e di ridurre il turn over annuale che pesa su studenti e istituti scolastici. Con la conclusione del piano straordinario legato al PNRR, l’obiettivo è ripristinare un sistema stabile che consenta immissioni regolari e più rapide.