Non sarà un concorso scuola dai grandi numeri il prossimo, dal momento che al ministero sarà sufficiente perfezionare in ambito Pnrr il raggiungimento dell’obiettivo minimo dei 70mila posti da assegnare nel computo totale dei tre concorsi accordati con Bruxelles.
20mila posti messi a bando
In base ai numeri ottenuti con Pnrr 1 e Pnrr 2, il numero di posti messo a bando dovrebbe essere di poco superiore ai 20mila, cifra che sconsentirebbe di rispettare gli accordi con l’Europa. Solo il bando potrà però definire nel dettaglio il totale delle cattedre disponibili e soprattutto la ripartizione a livello regionale.
Se per quel che riguarda posti totali, requisiti e prove, si può essere già più precisi in vista del Pnrr 3, più difficile è fare una previsione sulla ripartizione dei posti e dei numeri relativi alle classi di concorso, per regione. Non ci vuole però la sfera di cristallo per prevedere che la maggior parte dei posti andrà al Nord Italia. Le regioni che beneficeranno della maggior parte delle cattedre saranno probabilmente Lombardia, Veneto e Piemonte, seguite con ogni probabilità da Emilia Romagna e Toscana. Andrà peggio alle regioni del Sud.
Domande tra l’8 dicembre e fine anno
Se per la ripartizione regionale ci sono indicazioni ma non certezze, maggiori sicurezze riguardano i punteggi, che dovrebbero ricalcare quelli del Pnrr 2. Questo significa che ci sarà un totale massimo di 250 punti disponibili, divisi tra 100 punti per la prova scritta, 100 punti per la prova orale e 50 punti riferiti ai titoli, titoli di servizio e titoli culturali.
Una volta letto il bando, sarà possibile ufficializzare le tempistiche di presentazione delle domande, che con ogni probabilità saranno collocate in una finestra temporale fissata tra l’8 dicembre e la fine dell’anno. Restano fuori i candidati con laurea magistrale e i 24 CFU, ormai è necessaria l’abilitazione essendo terminata la fase transitoria.