La proroga della stesura del nuovo regolamento per le supplenze è fissata al 2028, in base a quanto deciso nelle scorse settimane dal ministero. Una decisione che ha suscitato contrarietà nei sindacati, convinti che questo porterà a un rinvio del confronto su alcuni temi urgenti in ambito Gps.
L’attesa per la prossima ordinanza
In ogni caso i sindacati stessi si mantengono in pressing sul ministero per definire alcune questioni, e sono convinti che se ne potrà discutere anche senza nuovo regolamento, magari in occasione della prossima ordinanza che sostituirà provvisoriamente il regolamento stesso, e che verrà emanata alla vigilia del prossimo aggiornamento Gps previsto per il 2026.
Uno dei punti su cui i sindacati stanno insistendo, da tempo, riguarda la possibilità che in occasione dell’assegnazione delle supplenze mediante algoritmo, un docente possa essere ripescato per nuove nomine dopo una rinuncia o una mancata assegnazione. Rinuncia che può essere anche involontaria, e derivare solo dal non aver espresso tutte le sedi disponibili.
L’algoritmo non torna indietro
Anche quest’anno l’algoritmo ha funzionato con la logica del “non tornare indietro“ e come sempre ha causato molte polemiche da parte di chi si è visto scavalcare in graduatoria, impossibilitato a partecipare per disponibilità sopravvenute in successivi turni di nomina. Questo perché l’ordinanza attuale, in vigore fino alla primavera del 2026, sancisce che in fase di informatizzazione nomine supplenze mediante algoritmo non è possibile essere ripescati se il proprio nominativo è stato “lavorato” dall’algoritmo ministeriale.
L’algoritmo è infatti impostato in modo che il sistema non prenda in considerazione la possibilità di ritornare su un nominativo già esaminato. Possibilità esclusa anche in caso di rinunce o nuove disponibilità.
Il pressing dei sindacati
Ma i sindacati sperano che il ministero possa cambiare idea, e hanno già chiesto una modifica dell’ordinanza ministeriale che consenta la riconsiderazione dei candidati esclusi. Lo spiega Chiara Cozzetto, sindacalista Anief, a Orizzonte Scuola. I sindacati, e i docenti stessi, sono convinti che un sistema così pensato garantirebbe una maggiore coerenza con i punteggi in graduatoria e favorirebbe la continuità didattica. L’obiettivo è convincere il ministero a rivedere questo aspetto in occasione della prossima ordinanza.