Aggiornamento Gps e cambio provincia 2026: sindacati critici sulla decisione di rimandare ancora il regolamento

La decisione del ministero di non provvedere, nemmeno per il prossimo aggiornamento delle Gps previsto per il 2026, alla stesura del tanto atteso nuovo regolamento che le disciplini, non è stato accolto favorevolmente dai sindacati, convinti si potesse finalmente discutere delle criticità di un sistema che come dimostra anche la procedura informatizzata in corso è tutt’alto che perfetta.

La proroga dell’attuale regolamento

La proroga dell’anno scorso, compatibile con i tempi ristretti per un nuovo regolamento visto l’incombere della procedura di aggiornamento era stata considerata tutto sommato accettabile. Questa volta invece la decisione di prorogare l’attuale regolamento demandando i dettagli a una nuova ordinanza da emanare la prossima primavera, a poche settimane dal prossimo aggiornamento biennale, è visto come fumo negli occhi dai sindacati.

Da parte sindacale la decisione di disertare nuovamente il confronto con i sindacati per procede a un nuovo regolamento è considerata una mancanza di volontà di affrontare le criticità di un meccanismo tanto complesso quanto decisivo per il mondo della scuola considerato, purtroppo l’altissimo numero di docenti precari che ogni anno sono coinvolti.

L’aggiornamento non viene meno

E’ bene ricordare che questa proroga che darà vita a una nuova ordinanza ministeriale valida per il prossimo biennio 2026-28 non significa che non si procederà all’aggiornamento delle Gps che dà anche la possibilità di cambiare provincia. Resta il meccanismo biennale di aggiornamento delle graduatorie, previsto la prossima volta nel 2026, e l’apertura degli elenchi aggiuntivi per iscriversi in coda alla prima fascia nell’anno intermedio di vigenza delle graduatorie stesse.

Quello che non cambierà sarà tutto il meccanismo nel suo complesso, che, secondo i sindacati, aveva invece molto bisogno di un confronto. Secondo Flc CGIL servirebbe un intervento importante sulle norme che attualmente regolamentano l’assegnazione degli incarichi di supplenza a tempo determinato. Norme inerenti sia il punteggio che la valutazione dei titoli.

Secondo Flc CGIL, questa decisione lascia pensare che lo scopo sia proprio quello di lasciare inalterato lo status quo, non intervenendo su quelle questioni che da tempo sottolineano i sindacati.