La beffa dello scorrimento al 30%: tanti posti non assegnati e disparità regionali

Doveva costituire un’opportunità importante per ulteriori assunzioni rispetto a quanto previsto dai bandi, e invece l’integrazione delle graduatorie dei concorsi PNRR1 e PNRR2 con un numero limitato di idonei fino al 30% rispetto ai posti messi a bando introdotta dal Decreto Scuola n. 45/2025, convertito nella Legge n. 79 del 5 giugno 2025 si sta trasformando in un boomerang per il ministero.

L’applicazione della normativa

Che in queste prime settimane di applicazione della nuova normativa, si trova ad avere a che fare con una serie di proteste derivanti dall’applicazione stessa della normativa, ritenuta lontana da quella che avrebbe dovuto essere, secondo i detrattori, in ottica stabilizzazione dei partecipanti ai concorsi Pnrr.

Una delle principali proteste deriva dal fatto che la normativa non prevede che in caso di rinuncia di un idoneo quel posto venga reintegrato. Questo limita l’effettiva applicazione della percentuale, che risulta alla fine inferiore rispetto a quanto annunciato, lasciando scoperta una cattedra formalmente disponibile.

La conseguenza è l’esclusione di molti candidati  dall’assunzione pur essendo in graduatoria. Le critiche sono nei confonti di quella che viene definitca un’interpretazione restrittiva della norma da parte degli Uffici Scolastici Regionali, che procedono allo scorrimento solo nel caso di rinuncia di un vincitore, non di un idoneo.

Posti liberati restano vacanti

Questa interpretazione compota che restano posti non assegnati nonostante molti idoeni rinuncino perché risultati vincitori in altre procedure. I posti liberati non vengono riassegnati e alla fine la quota del 30% viene applicata solo in parte e con criteri non uniformi.

A rendere ancora più iniqua l’applicazione della normativa, quella che viene definita una disparità di trattamento, dal momento che due candidati nella stessa situazione possono subire esiti opposti a seconda della regione o della tempistica delle rinunce.

Gli idonei chiedono al ministero una deroga normativa che consenta lo scorrimento delle graduatorie anche in caso di rinuncia da parte di un idoneo, permettendo così la copertura effettiva dei posti autorizzati.