Rinnovo contratto scuola 2025: 140 euro medi di aumento, ma la partita si gioca sui buoni pasto

Settimana importante la prossima dal punto di vista del rinnovo del contatto scuola per il triennio già scaduto e per capire i margini di trattativa tra ministero e sindacati su alcune questioni importanti ancora in bilico, come buoni pasto e aumento degli stipendi.

Chiusura entro l’estate

Al momento, in base agli ultimi incontri, si lavora su una base di circa 140 euro medi di aumento a dipendente scolastico, ma ci sono ancora alcuni aspetti che andranno limati nel corso dei prossimi incontri. La prima occasione in ordine temporale sarà offerta dall’incontro in programma mercoledì 16 luglio all’Aran.

Sono diversi mesi che la trattativa non va avanti e siamo arrivati a ridosso dell’estate, limite temporale per firmare un rinnovo che altrimenti rimanderebbe gli aumenti stipendiali al prossimo anno. Chiudendo la trattativa entro l’estate, invece, aumento di stipendio e pagamento degli arretrati potrebbero avvenire entro la fine dell’anno, sotto Natale come avvenuto in occasione del precedente rinnovo di contratto.

Ci sono alcuni sindacati però che restano irremovibili su alcune questioni, come i buoni pasto, cavallo di battaglia di Anief. Potrebbe essere una questione ago della bilancia per firmare subito o no, ma è già emerso da tempo come i fondi per finanziare un progetto simile non siano sufficienti.

Equiparazione trattamento stipendiale

Ma non solo buoni pasto: Anief spinge per l’equiparazione del trattamento stipendiale, e non solo, tra precari e di ruolo, seguendo le indicazioni Ue cui l’Italia fatica ad adattarsi.

Anief insiste anche per l’istituzione di un fondo per la formazione continua, per il middle management, e la reintroduzione della mobilità nella contrattazione. L’obiettivo è rimuovere lo scoglio delle interferenze normative che limitano il diritto alla famiglia.

L’incontro di mercoledì sarà decisivo per capire se ci sono margini di accordo in tempi stretti. Una delle soluzioni potrebbe essere l’introduzione dei buoni pasto in maniera graduale, prima per alcune categorie di dipendenti scolastici. Ma in questo caso si potrebbero aprire nuovi scenari di protesta da parte di chi resterebbe eventualmente tagliato fuori.