Continuità sostegno 2025: se il ricorso viene accolto il docente confermato non perde il contratto ma si cerca un’altra cattedra

La nuova normativa per la conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia va avanti, anche in virtù della recente decisione del Tar di non accogliere il ricorso dei sindacati per assenza di danno attuale. Cosa significa? Che al momento ancora nessun docente risulta in qualche modo penalizzato da questa normativa, come i sindacati paventano. Il rischio di scavalcamenti in graduatoria a dispetto dei punteggi c’è, ma è una circostanza che potrà essere presa in considerazione solo una volta che l’algoritmo a fine agosto inizierà ad assegnare le cattedre anche in virtù di questo nuovo sistema che introduce il bollettino zero.

I docenti scavalcati in graduatoria

Se si considera che già di per sé ogni anno l’informatizzazione nomine supplenze Gps è caratterizzata da una serie di lamentele per presunte ingiustizie da parte di docenti che lamentano di essere scavalcati da colleghi peggio posizionati in graduatoria, per i più svariati motivi, è chiaro come questa nuova normativa sulla conferma dei docenti di sostegno su richiesta della famiglia non potrà fare altro che mettere altra carne al fuoco.

Un nuovo ricorso è atteso per novembre da parte di Anief, e in quell’occasione si potrà ragionare sulla base di elementi più concreti. Ma cosa succederebbe in caso di accoglimento dei ricorsi da parte dei giudici? La possibilità è che il ricorrente potrebbe ottenere l’assegnazione che ritiene ingiustamente non ottenuta, in base a quanto stabilito dalla sentenza.

Il rischio di molti ricorsi

Questo comporterebbe per il docente precedentemente assegnato tramite continuità il rischio di essere rimosso. Probabilmente perderebbe quella cattedra, ma ne otterrebbe un’altra, mediante una soluzione alternativa.

Su singoli casi la situazione sarebbe gestibile, il problema sarebbe più consistente in caso di una mole eccessiva di ricorsi, che manderebbe in tilt l’assegnazione delle cattedre. A quel punto in vista del prossimo anno scolastico servirebbero serie riflessioni da parte del ministero circa l’opportunità di proseguire sulla strada della continuità didattica su richiesta delle famiglie degli studenti.