Durante l’audizione in VII Commissione al Senato di oggi si è parlato di reclutamento docenti, con i sindacati che hanno definito quello attuale, figlio della riforma avviata dal ministero Bianchi e perfezionata dal ministero Valditara, un sistema inefficace e penalizzante. L’introduzione dei percorsi abilitanti per accedere alla professione, a pagamento per i docenti, e l’eccesso dei concorsi scuola in ambito Pnrr degli ultimi mesi (con il Pnrr 3 all’orizzonte da bandire entro la fine dell’anno per rispettare gli impegni presi con Bruxelles) al momento non sta dando i risultati sperati.
Gli idonei in attesa
L’articolo 3 del decreto Pnrr ha cambiato le procedure di assunzione, ma i risultati non sono stati quelli auspicati. Le statistiche dicono che negli ultimi 8 anni, non si è arrivati a coprire nemmeno la metà dei posti autorizzati.
Il paradosso è che ci sono graduatorie già disponibili con moltissimi idonei in attesa. Paolo Pizzo della Federazione Uil Scuola Rua ha sottolineato che l’accantonamento di 30.216 posti nell’a.s. 2023-24, motivato dal ministero con la necessità di rispettare i tempi del PNRR, ha prodotto per il momento migliaia di idonei disoccupato.
La deroga alle assunzioni
C’è poi la questione della deroga alle assunzioni fino a dicembre 2025, che preoccupa in ottica continuità didattica. Al momento ci sono insegnanti assunti a anno scolastico avviato e altri lasciati a casa da un giorno all’altro, tra i supplenti.
Non convince il limite del 30% per gli idonei, “Tutti gli idonei vanno assunti, senza limiti ed eccezioni, rispettando l’ordine cronologico di graduatoria” ha detto Uil e allo stesso tempo i sindacati ritengono urgente attingere da GPS come canale strutturale di reclutamento, con l’introduzione del doppio canale.
