Sta creando non poche polemiche, come se non bastassero quelle inerenti la natura stessa di questo secondo concorso Pnrr avvicinato rispetto al primo, la decisione di organizzare una prova suppletiva cui dovranno partecipare tutti i candidati coinvolti nel pasticcio del quesito sbagliato.
Punteggi minimi ancora ignoti
Una decisione che arriva dopo diverse settimane di attesa e incertezza per conoscere i punteggi minimi per accedere all’orale e dopo che molti docenti hanno riscontrato un balletto del proprio voto che ha fatto su e giù con punteggi prima assegnati e poi sottratti.
Per il quesito errato da parte del ministero, non è stato assegnato alcun punteggio, cosa che costringerà i candidati a sottoporsi alla prova suppletiva composta da un solo quesito, cui verrà assegnato un punteggio di due punti alla risposta corretta, zero punti alla risposta non data o sbagliata. Chi non parteciperò alla prova resterà con il punteggio già assegnato.
E qui entra in gioco il nuovo meccanismo pensato per il Pnrr 2, in base al quale accede alla prova orale il numero triplo dei candidati – che abbiano conseguito almeno 70/100 – rispetto al numero dei posti a bando, più i candidati che hanno lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi.
Tempo e danaro
Il fatto che i candidati non conoscano ancora il voto minimo provvisorio senza il quesito annullato, impedisce ai candidati stessi di valutare l‘opportunità di partecipare a una prova di soli cinque minuti che per molti comporterà difficoltà logistiche, considerato che la prova si svolgerà nella regione per la quale è stata presentata la domanda.
Senza considerare che avrà un costo per un nuovo viaggio, eventuale pernottamento e richiesta di un nuovo permesso a scuola che spesso non viene retribuito.
