Tra le novità introdotte dal Decreto scuola, approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri ricopre una posizione di assoluto rilievo la decisione in base alla quale a partire dai concorsi banditi nel 2023, le graduatorie saranno integrate per un triennio con i candidati idonei che hanno superato la prova orale con il punteggio minimo.
Il limite del 30%
Integrazione limitata comunque al 30% dei posti messi a concorso. Questi elenchi serviranno a occupare le cattedre rimaste vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie. Andranno in ogni caso rispettati i limiti annuali di assunzione. Per decidere a chi assegnare le cattedre, si dovrà seguire un ordine cronologico.
Avranno in questo senso precedenza i candidati in base alla data di pubblicazione della graduatoria.
Le regioni in difficoltà
Ma le novità non si fermano qui: verrà istituito un elenco regionale per i docenti idonei nei concorsi banditi dal 2020. L’elenco avrà validità a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Si potrà fare ricorso a questo elenco solo in caso di esaurimento delle graduatorie ordinarie.
La decisione di ampliare le graduatorie dei concorsi PNRR1 e PNRR2, includendo anche i candidati risultati idonei ma non vincitori, nel limite del 30% dei posti a bando, serve a risolvere il problema delle cattedre vacanti in regioni come Lombardia e Piemonte.
Ma il provvedimento non dimentica chi ha superato un concorso dal 2020, che avranno l’opportunità di essere immessi in ruolo anche in regioni diverse da quella di svolgimento del concorso.
