Domanda 150 ore diritto allo studio: riapertura potrebbe riguardare solo alcune province, uffici scolastici possono indicare l’alternativa

C’è attesa per la decisione degli uffici scolastici regionali e provinciali, tutt’altro che scontata, di riaprire le domande per le 150 ore di permessi studio. Molti docenti si trovano in difficoltà, non avendo usufruito della possibilità offerta da alcuni uffici scolastici provinciali di presentare la domanda con riserva. Alcuni hanno provveduto, altri no.

Rischio disparità di trattamento

Per chi non ha provveduto, non resta che attendere la decisione, non certa, di riaprire le domande da parte degli uffici scolastici regionali e provinciali. Questo apre un altro fronte, quello dell’eventuale disparità di trattamento, dal momento che la situazione potrebbe essere diversa a seconda delle province, quindi potrebbe essere una possibilità offerta ad alcuni docenti e ad altri no.

Va tenuto presente che il percorso da 30 CFU non prevede tirocinio diretto. E’ proprio il tirocinio diretto che spesso comporta difficoltà nel conciliare questo genere di attività con gli impegni lavorativi.

Le soluzioni alternative

Ci sono poi da valutare altre attività, come lezioni e laboratori. In questo caso, vengono messi in calendario nel pomeriggio o nel fine settimana. Questo rappresenta una buona soluzione, dal momento che fa venir meno il problema della sovrapposizione con l’insegnamento.

I docenti interessati dovrebbero chiedere informazioni dirette al proprio ufficio scolastico provinciale e regionale di riferimento, in modo da valutare la possibilità che si provveda alla riapertura delle domande per i 150 giorni di permessi studio. In caso di risposta negativa, sempre gli uffici potrebbero suggerire come gestire il percorso abilitante senza questi permessi.

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