Sciopero scuole dal 15 al 20 ottobre: grande incertezza, il punto della situazione
Scuola

Sciopero domani scuole: 11 ottobre 2021, stop lezioni in tutta Italia

Sciopero domani scuole in tutta Italia per protestare contro le maggiori criticità del mondo dell’istruzione, tra nuove problematiche e ataviche criticità. Dopo lo stop del primo giorno di lezione, indetto da Anief a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale (la scuola non è iniziata lo stesso giorno in tutta la Penisola, per cui non si è trattato di uno stop in contemporanea), si tratta del primo vero sciopero che riguarda il mondo dell’istruzione.

I perchè dello sciopero

I punti critici sono tanti: dall’obbligo del Green Pass scuola, al precariato, alle classi pollaio che non garantiscono i minimi livelli di sicurezza e il distanziamento richiesto dai protocolli di sicurezza anti Covid. Una giornata di sciopero, quella di lunedì 11 ottobre, che riguarderà anche il settore dei trasporti e gli uffici pubblici. Si apre così una settimana molto complicata, considerato che venerdì prendei il via l’obbligo Green Pass nel settore pubblico e privato del mondo del lavoro, e che ha vissuto un drammatico prologo sabato scorso con gli scontri di Roma.

Recovery Fund

Lo sciopero è stato indetto da Cobas, Confederazione dei Comitati di Base – e sancite da nota ministeriale (Nota Mi). Nel comunicato ufficiale, i Cobas spiegano come nel corso della pandemia, l’Unione Europea sia passata da politiche restrittive a politiche espansive, soprattutto grazie ai fondi del Recovery Fund. Ma il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) “non costituisce una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro”.

Il contratto nazionale

Come detto sono tanti i punti che non soddisfano i sindacati e che richiedono di interventi da parte del Governo. Si va dalla necessità di ridurre il numero degli alunni in classe, al rinnovo del CCNL. Tema caldo anche quello dell’obbligo del Green Pass e verso il tentativo di rendere strutturale la DAD. Gli stessi sindacati sono consapevoli che privare gli alunni anche di un solo giorno di lezione, con l’incubo didattica a distanza e con gli ultimi due anni di lezioni a singhiozzo è delittuoso. Ma sono altrettanto consapevoli che è necessario alzare adesso la voce, all’inizio dell’anno scolastico, per indirizzare le scelte dell’esecutivo.

Classi pollaio

Il tema delle classi pollaio è poi un tema che da tempo richiede attenzione. Se prima si trattava unicamente di una problematica inerente la qualità della didattica, con le difficoltà dei professori a gestire un elevato numero di alunni, adesso è anche un tema di sicurezza. Anche se dovesse essere superata la pandemia in tempi brevi, il tema del sovraffollamento delle classi resterà ed è dunque questa una occasione per risolvere ora.

Rinnovo contratto docenti

Lo sciopero infine riguarda la richiesta di assunzione di tutti i docenti con 3 anni di servizio e degli Ata con 2 con conseguente abbandono del discusso metodo dell’algoritmo. I sindacati chiedono anche l’immissione in ruolo unico per i docenti di ogni ordine di scuola nonché una revisione dei criteri per le mansioni dell’organico Ata. Infine il tema del rinnovo del contratto nazionale docenti. Sono diversi anni che il comparto chiede adeguamenti e aumenti di cifre ormai completamente disallineate rispetto agli standard europei.

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Comunicato ufficiale

Questo il comunicato ufficiale Cobas che racconta le motivazioni dello sciopero:

Nel corso della pandemia l’Unione Europea é passata da politiche restrittive a politiche espansive. Il Recovery Fund con l’emissione di Eurobond ha avviato una politica economica incentrata sulla spesa pubblica in deficit, in controtendenza rispetto alla fase dell’”austerità”. Tale svolta va resa strutturale, a partire dalla cancellazione del debito pubblico detenuto dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali, che per l’Italia ammonta al 20% del debito complessivo. Ma il PNRR italiano e degli altri paesi non costituisce invece una svolta nell’uso pubblico e sociale dell’ingente massa di denaro. Con lo sciopero generale dell’11 ottobre i COBAS puntano ad una radicale inversione di tendenza in tale uso, rivendicando:

– la riduzione del tempo di lavoro a parità di salario per contrastare la disoccupazione dovuta all’informatizzazione e robotizzazione della produzione;

– un lavoro di qualità in termini di diritti, con il contratto a tempo indeterminato come regola generale, l’innalzamento dei salari reali e un salario minimo europeo, l’abolizione del Jobs Act e della riforma Fornero; parità salariale per le donne; no allo sblocco dei licenziamenti e alla sospensione del reddito per mancanza di Green pass; sì alla soppressione di appalti e subappalti, con internalizzazioni a partire dal pubblico impiego;

– rivalutazione delle pensioni attuali e pensioni pubbliche garantite ai giovani:

– un reddito universale, esteso anche alle/ai migranti, che rafforzi il potere contrattuale dei lavoratori/tricii;

– il rafforzamento dei sistemi ispettivi e del ruolo delle RLS, per una reale sicurezza sul lavoro, maggiori sanzioni per i datori di lavoro inadempienti;

– un’inversione di tendenza rispetto ai disastri ecologici e al cambiamento climatico provocati dal capitalismo, evitando operazioni di green washing;

Rilancio dello stato sociale

– il rilancio dello Stato sociale, tramite:

a) investimenti nella scuola pubblica, con la riduzione del numero di alunne/i per classe, l’aumento degli organici con l’assunzione delle/dei docenti con 3 anni di servizio e le/gli Ata con 2; per interventi immediati e di lungo periodo nell’edilizia scolastica e nei trasporti locali;

b) investimenti nella sanità pubblica con l’assunzione a tempo indeterminato di infermiere/i , medici e operatori socio-sanitari, potenziando la medicina sul territorio e nelle scuole, contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione della sanità; per la sospensione dei brevetti e l’esportazione dei vaccini e della tecnologia per produrli in loco per la lotta alla pandemia;

c) potenziamento del trasporto pubblico, invertendo la privatizzazione/aziendalizzazione degli ultimi decenni, con il ritorno alla gestione diretta da parte dei soggetti pubblici.

d) adeguate assunzioni nel pubblico impiego per rispondere alle necessità sociali (cura anziani e disabili in casa, tutela del territorio e dell’ambiente, bisogni culturali e sportivi ecc.)

Contro la repressione degli scioperi e delle lotte sociali, per una vera democrazia nelle aziende, contro il monopolio dei sindacati concertative sui diritti sindacali.

Con questa piattaforma, i COBAS hanno convocato, insieme a tutto il sindacalismo conflittuale, lo sciopero generale dell’11 ottobre e manifestazioni locali nelle principali città. A Roma, in particolare, si svolgerà un corteo che partirà da P. della Repubblica (ore 10)

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