Protocollo 0-6 anni: chi non può entrare a scuola e chi deve avere il Green Pass
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Protocollo 0-6 anni: chi non può entrare a scuola e chi deve avere il Green Pass

L’anno scolastico è appena iniziato, tra prime incertezze e qualche momento di tensione (a Torino un preside è stato denunciato da uno dei due docenti sprovvisti di Green Pass cui ha impedito l’ingresso a scuola), e con regole diverse a seconda del grado di istruzione. Si parte dalle massime restrizioni universitarie, dove gli studenti devono avere il green Pass per lezioni ed esami in presenza (ma anche a distanza, come nel clamoroso caso dell’Università di Trieste), alle scuole superiori, medie ed elementari. Dove gli studenti sono esentati dal Green Pass, obbligatorio invece per tutto il personale scolastico, quindi docenti e Ata.

La difficile gestione dei più piccoli

E poi c’è la scuola 0-6 anni, dell’infanzia, che costituisce un settore particolarmente dedicato. Perchè si tratta di gestire i bambini più piccoli, cui non si può imporre la mascherina e ai quali è più difficili far capire l’importanza del metro di distanza e la disciplina in generale. E non sarebbe nemmeno giusto, perchè a quell’età socializzare e giocare è struttura portante delle ore trascorse a scuola, considerata l’assenza di didattica vera e propria in virtù della tenera età. Ma la sicurezza va comunque garantita anche per loro, per i loro insegnanti e per le loro famiglie. Per la scuola 0-6 anni, il Ministero ha inviato una bozza di protocollo di sicurezza ai sindacati.

Il protocollo è simile a quello adottato lo scorso anno. Ma si attendono alcune modifiche, come quelle relative al personale non assunto dal Ministero, dunque gli Asacom e i lavoratori delle mense, ancora in bilico tra obbligo green pass o meno. E poi c’è la questione relativa ai controlli, con la possibilità di estendere il green pass agli operatori esterni. Il nodo cruciale è però, come detto, la gestione di tutta la procedura. Ancora avvolta da incertezze.

Chi non può entrare a scuola

Non potranno accedere a scuola chi registra una temperatura oltre 37.5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria e chi è in condizioni di pericolo (sintomi simil-influenzali, temperatura oltre 37.5°, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus) stabilite dalle Autorità sanitarie competenti.

Si sta pensando alla possibilità di istituire orari scaglionati per l’ingresso a scuola e per gli orari di uscita dei bambini, soprattutto per scongiurare l’inevitabile assembramento che si forma all’esterno degli istituti scolastici in concomitanza con questi due momento critici della giornata.

Il ritorno a scuola

Delicato anche il tema del rientro a scuola del personale e dei bambini già risultati positivi all’infezione da COVID-19. La guarigione deve essere certificata dall’autorità sanitaria, e deve essere preceduta da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.

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