Pubblicità
Economia e Fisco

Riforma del riscatto laurea: solo 900 euro l’anno per andare in pensione 4-5 anni prima, emendamento in Parlamento

Tra le richieste che Anief sta portando in Parlamento mediante alcuni importanti emendamenti alla Legge di Bilancio c’è anche quella che interessa indirettamente la questione pensionistica per il personale scolastico, soprattutto quello docenti essendo strettamente connesso alla laurea.

Cifre proibitive adesso

Il sindacato di Marcello Pacifico punta, tra le altre cose, a consentire il riscatto agevolato della laurea per un massimo di 900 euro per ogni anno di corso. La proposta non sarebbe una novità assoluta per il comparto pubblico, considerato che si tratta di ciò che già è consentito agli ufficiali militari.

A chi pensa sia una cifra ancora alta, va ricordato che oggi, secondo le stime Inps, riscattare la laurea può costare più di 30mila euro, con alcuni casi in cui il riscatto degli anni di studi dopo il diploma sono costati anche più di 60mila euro. Questo impedisce alla gran parte dei docenti di accedere al beneficio, trattandosi di cifre altissime difficili cui accedere, impossibili per alcuni.

Invece 900 euro l’anno, per ogni anno di corso, sarebbe un obiettivo sicuramente più alla portata di molti, soprattutto in proporzione al beneficio che ne deriverebbe, ovvero l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Beneficio che riguarderebbe sia i docenti che andrebbero prima in pensione sia tutto il sistema scolastico con un maggiore turn over che consentirebbe ai giovani docenti di accedere con maggiore facilità alla professione.

La struttura della riforma

Anief spiega che “il personale della scuola entra in ruolo in media dopo i 35 anni di età anagrafica: con le regole attuali, esce dal lavoro vicino ai 67-70 anni”. La richiesta si basa sul fatto che il corpo docente in Italia è tra i più anziani d’Europa ed esposto al burnout. Il riscatto agevolato in vigore oggi, secondo Pacifico, costa in media più di 6mila euro per ogni anno di studi rispetto ai colleghi.

La proposta segue la linea del ddl A.S. 1413 (Bucalo), all’esame della 10ª Commissione del Senato. L’obiettivo è abbassare l’aliquota al 5%, cioè poco più di 900 euro per anno accademico. Potrebbero accedere al beneficio i precari e chi rientra nei periodi precedenti il 1996. “In questo modo il nostro sindacato stima un anticipo dell’uscita dal lavoro fino a 4-5 anni”.

Il sindacato ha pensato anche alle coperture, che costituiscono in questi casi l’ostacolo principale: secondo Anief si potrebbe partire dal tenere distinti i conti dell’assistenza da quelli della previdenza con lavoro, carriera e burnout da discutere in sede di rinnovo contrattuale. Anief è impegnata anche per l’adozione dei buoni pasto nella scuola.

Lascia un commento