Un po’ più di severità non guasterebbe, e probabilmente contribuirebbe a far crescere i ragazzi di oggi più responsabili e meno fragili, soprattutto nell’epoca dei social e della facilità di subire influenze negative e perdere certezze. Lo sostiene il vicepremier Matteo Salvini, durante la trasmissione televisiva Diritto e Rovescio, in onda su Rete 4, ospite di Paolo Deldebbio.
Il rapporto con genitori severi
Salvini fa riferimento alla sua esperienza personale e all’educazione che ha ricevuto dai suoi genitori, che ritiene efficace e corretta nonostante possa apparire rigida e severa se confrontata con la realtà attuale: “Quando prendevo una nota o un brutto voto, facevo il giro lungo per tornare a casa perché sapevo che mamma e papà non mi avrebbero giustificato dicendo che era colpa della maestra o dell’insegnante”.
Le metodologie degli insegnanti
Qualche anno fa, quando Salvini frequentava la scuola, venivano usati metodi che oggi sarebbero considerati sbagliati e inaccettabili, che però secondo il leader della Lega forse non erano così sbagliati. Salvini ricorda in questo senso un episodio che lo ha riguardato personalmente e che gli è rimasto evidentemente impresso: “Una volta alle medie un professore mi tirò uno schiaffone. Se succedesse oggi mandano i caschi blu dell’Onu”. Episodio che oggi farebbe molto scalpore e che non verrebbe tollerato dall’opinione pubblica e dalle famiglie, ma che evidentemente all’epoca venne considerato normale, giustificato e giustificabile.
L’appello agli altri genitori
Per questo Salvini, che è anche genitore, lancia un appello ai suoi “colleghi” probabilmente facendolo anche a se stesso:
“Magari queste mamme e questi papà, se ogni tanto invece di coccolare e basta i loro figli gli dicessero anche dei no e ricordassero che ai diritti corrispondono i doveri, avrebbero ragazzi più sereni a casa e a scuola”, ha affermato.
