“Non c’è una causa scatenante, quindi se io non ti ho fatto niente, tutta questa violenza immotivata da dove viene fuori?”. È la domanda che continua a porsi Bruno Vadalà, 52 anni, docente dell’istituto Carlo Grassi di Torino, finito in ospedale dopo essere stato aggredito da un suo studente durante una normale mattinata di lezioni.
I fatti avvenuti a scuola
L’insegnante ha riportato la frattura del naso e una prognosi di 30 giorni. A colpirlo sarebbe stato un ragazzo minorenne, iscritto al secondo anno delle superiori, che si sarebbe scagliato contro di lui con calci e pugni, arrivando anche a lanciargli una sedia.
Tutto sarebbe accaduto nel corso della seconda ora, mentre il professore era impegnato nelle interrogazioni. Secondo quanto raccontato dallo stesso Vadalà all’ANSA, nulla lasciava presagire una reazione del genere.
“Mi trovavo a scuola, era la seconda ora, avevo programmato un’interrogazione per tutta la classe sul calibro vettesimale, il ragazzo era seduto al mio fianco”, ha spiegato il docente, ricordando di aver cercato di incoraggiare l’alunno, evidentemente in difficoltà con le domande.
La ricostruzione della vicenda
“L’avevo anche cercato di aiutare, nel senso che come tutti i ragazzi non studiano tantissimo, e allora io ho detto, ma no dai, siediti, vedi che qualcosina la sai”, ha aggiunto.
La situazione è poi degenerata fino all’aggressione. Un altro insegnante, accortosi di quanto stava accadendo, ha richiesto l’intervento dei soccorsi chiamando il 112. Nell’istituto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri.
L’interrogativo sulle cause scatenanti
Vadalà è stato accompagnato all’ospedale Giovanni Bosco in codice verde, mentre il ragazzo è stato portato in caserma per gli accertamenti del caso.
Resta soprattutto un interrogativo: che cosa abbia provocato una reazione tanto violenta nel corso di un’interrogazione che, almeno secondo la ricostruzione del professore, si stava svolgendo senza particolari tensioni. E’ quello che si cercherà di capire nei prossimi giorni.
