Via libera del Cspi alla decisione del Ministero di introdurre un punteggio aggiuntivo per i docenti e il personale ATA che lavorano nelle scuole situate nei comuni di montagna. L’obiettivo è incentivare il personale a rimanere in queste scuole, garantire maggiore continuità agli studenti e contrastare lo spopolamento dei territori montani.
Il CSPI, che ha esaminato la proposta il 22 ottobre 2026, è favorevole all’iniziativa, ma ritiene che i punti previsti siano troppo elevati e rischino di stravolgere le graduatorie.
Quanti punti in più per i docenti?
Secondo la bozza del decreto, i docenti che lavorano nelle scuole di montagna potrebbero ottenere 6 punti aggiuntivi per ogni anno di servizio, purché abbiano lavorato almeno 180 giorni, di cui almeno 120 durante le attività didattiche, altri 3 punti all’anno se insegnano nelle pluriclassi della scuola primaria, 10 punti aggiuntivi dopo cinque anni consecutivi di servizio, altri 3 punti per ogni anno successivo al quinto.
Questi punti si aggiungerebbero a quelli normalmente riconosciuti per il servizio nelle graduatorie.
Facciamo un esempio: un docente che normalmente ottiene 12 punti per un anno di servizio potrebbe arrivare a 18 punti grazie ai 6 punti aggiuntivi previsti per le scuole di montagna. Se insegna anche in una pluriclasse della primaria, potrebbe arrivare a 21 punti.
Da quando partirebbe il bonus?
La novità dovrebbe entrare in vigore dall’anno scolastico 2027/2028 e interesserebbe sia il personale a tempo determinato sia quello a tempo indeterminato.
Per i docenti, il punteggio riguarderebbe le GPS e le graduatorie d’istituto. Per gli ATA, invece, le graduatorie dei 24 mesi e quelle di terza fascia.
Perché il CSPI vuole ridurre i punteggi?
Il problema principale riguarda le conseguenze sulle graduatorie. Un docente che lavora per diversi anni in una scuola di montagna potrebbe accumulare molti più punti rispetto a un collega che ha prestato servizio per lo stesso periodo in un’altra scuola.
Questo potrebbe determinare importanti cambiamenti nelle posizioni delle graduatorie, anche a livello nazionale.
Per questo motivo, il CSPI ha chiesto di ridurre sensibilmente i bonus, pur condividendo l’obiettivo di incentivare il servizio nelle scuole di montagna.
