Personale Ata

Buoni pasto ma solo per gli Ata: per i docenti serve disciplina specifica per la diversa articolazione dell’orario di lavoro

Buoni pasto, ma solo per Personale Ata. Almeno per il momento. E’ questa la richiesta che verrà presentata mediante emendamento al Decreto Scuola, in discussione a inizio novembre in Aula. A presentare la richiesta il sindacato Anief, che già nei mesi scorsi aveva annunciato la volontà di discutere della possibilità di introdurre il diritto ai ticket pasto anche per il personale scolastico equiparandolo così al resto della pubblica amministrazione.

Prima gli Ata

Per il momento, però, resterebbero fuori i docenti sa questo diritto, che verrebbe introdotto unicamente per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Non è l’unica proposta presentata al Parlamento mediante emendamento da Anief. C’è anche il doppio canale di reclutamento, strumento assunzionale alternativo ai concorsi scuola presentato anche da Lega e FdI con emendamenti a parte.

Niente docenti per il momento tra gli aventi diritto ai buoni pasto: l’emendamento includerebbe unicamente l’estensione del diritto per una parte del personale scolastico.

Per ANIEF un diritto imprescindibile per garantire condizioni di lavoro dignitose al personale scolastico, soprattutto alla luce del fatto che il resto della pubblica amministrazione gode già di questa possibilità.

Ma la richiesta solo per il personale Ata è solo un primo passo: l’intenzione è quella di allargare poi il beneficio a tutto il personale scolastico, docenti compresi.

Le 36 ore settimanali

L’orario lavorativo degli ATA si articola su 36 ore settimanali, una quota sufficiente per ottenere i buoni pasto. Nonostante questo, il contratto collettivo nazionale non li prevede e non li ha mai previsti, al contrario di ciò che accade in altri ambiti della pubblica amministrazione.

I docenti non sono però stati dimenticati: l’obiettivo è partire dal personale Ata per poi estendere il diritto anche ai docenti: per loro, il diritto richiederebbe una disciplina specifica, considerata la diversa articolazione dell’orario di lavoro. Il primo passo sarà l’approvazione dell’emendamento, da quel punto in poi si potrà iniziare a lavorare per l’estensione del diritto a tutti i lavoratori della scuola.

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